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Alitalia Sai, primi utili fra due anni

Meno aerei, meno voli e (si spera) meno perdite. L’obiettivo è raggiungere il primo utile al terzo anno, 46 milioni di euro profitti netti nel 2017, dopo perdite di 203 milioni quest’anno e 44 milioni nel 2016.
È la rotta prevista dalla nuova Alitalia targata Etihad, decollata il primo gennaio col nome di Alitalia-Sai (Società aerea italiana), secondo il «Piano economico 2015-2018», il documento alla base dell’intesa tra Alitalia e Etihad che Il Sole 24 Ore ha consultato.
Ieri il cda della nuova Alitalia «ha rivisto i target», gli obiettivi, ha detto il presidente Luca Cordero di Montezemolo. Si prospetta una riduzione di costi fino a 190 milioni di euro, per il crollo del prezzo del petrolio, secondo stime del Sole 24 Ore.
Il piano prevede una riduzione della flotta a 116 aerei a fine 2014, mentre da documenti più recenti risulta che «la nuova Alitalia inizierà ad operare» con «118 aerei». Solo 20 sono a lungo raggio (10 Boeing 777, 12 Airbus 330), il settore che Etihad vuole sviluppare con più frequenze e alcune destinazioni in più (+4,3% i posti-km offerti quest’anno). Invece forte riduzione dei voli nazionali (-26,8% il taglio di capacità quest’anno) e riduzione degli internazionali (-5,2%). Dopo i tagli, quest’anno è previsto un solo aereo in più, un A330. A fine 2018 i jet saranno 126 (29 a lungo raggio, 7 più di oggi).
Nel 2018 la flotta prevista della nuova Alitalia sarebbe di una decina di aerei in meno di quelli che l’agonizzante Alitalia-Cai dei «patrioti» berlusconiani impiegava l’estate scorsa, peraltro ridimensionata rispetto agli anni precedenti. La vecchia Alitalia pubblica nel 2007 aveva 175 aeroplani. Il piano prevede che ogni anno ci siano 5 aerei «di riserva», non indica quali. Quindi la flotta operativa andrebbe da 112 aerei quest’anno a 121 del 2018.
I 29 aerei a lungo raggio nel 2018 sono così indicati: 15 Airbus 330, 11 Boeing 772, 3 Boeing 77Lr . Invariati i 20 regional jet Embraer, mentre gli Airbus a medio raggio della famiglia 320 passerebbero dai 74 del 2014 e 2015 a 77 nel 2018.
La nuova Alitalia è nata con il conferimento del ramo d’azienda di Alitalia-Cai, avvenuto il 22 dicembre, per 403,3 milioni di euro. Il ramo d’azienda è stato valutato da due «esperti indipendenti» nominati da Alitalia, i professori Silvano Corbella e Gabriele Villa. La loro perizia di stima è del 18 dicembre. Il 23 dicembre Etihad ha versato in denaro 387,5 milioni e ha ottenuto il 49% di Alitalia-Sai, in azioni di classe B.
Gli accordi firmati l’8 agosto 2014 prevedono che i soci arabi versino complessivamente 560 milioni: fino a pochi giorni fa non era ancora stata perfezionata la seconda operazione, il trasferimento a Etihad del 75% della società del Mille Miglia, la Alitalia Loyalty, per 112,5 milioni.
Invece, è una novità, è prevista nel piano solo nel 2016 la terza operazione, l’acquisto di 5 coppie di slot di Alitalia a Londra Heathrow. Etihad sborserà 60 milioni e Alitalia-Sai dovrà pagare l’affitto ai soci arabi per atterrare e decollare dal primo scalo d’Europa.
La lettura del «Piano economico 2015-2018» di Alitalia conferma il ruolo dominante di Etihad, che prevede un potenziamento del traffico dall’Italia verso il suo hub di Abu Dhabi, oltre che per il Nord America.
Nella perizia gli «esperti indipendenti» Corbella e Villa spiegano che la loro valutazione «affonda le radici nel Piano 2015-2018 di Nuova Alitalia». Il piano «è stato approvato dal cda di Alitalia il 7 agosto 2014», ma precisano: «più esattamente, il piano in parola è stato predisposto da Etihad con il supporto di una primaria società di consulenza nel settore aereo, condiviso e approvato dal cda di Alitalia il 7 agosto 2014». Insomma, il piano che è stato approvato dal cda di Cai, all’epoca presieduto da Roberto Colaninno e con a.d. Gabriele Del Torchio, lo ha fatto Etihad, guidata da James Hogan.
In Alitalia entra come capo del servizio legale l’avvocato Matteo Mancinelli, viene da Dla Piper, studio consulente di Etihad per l’operazione.
La relazione di Corbella e Villa rende noti anche accordi per la cessione di 24 aerei di Alitalia giudicati in eccesso. Il 6 novembre 2014 la Apc12 Ltd, controllata irlandese, ha raggiunto un accordo con la Ga Telesis Llc finalizzato alla vendita di 6 A321 entro la fine del 2014. Il primo ottobre 2014 alcune delle società irlandesi di Alitalia hanno siglato un accordo con Air Berlin per la cessione di 14 A 320-216 di proprietà che al 30 settembre 2014 risultavano ancora operativi: «la cessione dei 14 A320 è prevista a cavallo tra il 2014 e il 2015 (5 nel 2014 e 9 nel 2015)». Air Berlin è controllata da Etihad con il 30 per cento. Infine, secondo la medesima relazione, «altri 4 aerei sono in corso di dismissione (1 A321 di proprietà e 3 aerei detenuti in leasing)».
Quest’anno è previsto un calo dei ricavi da passeggeri del 14,4% rispetto al 2014, a 2.590 milioni. I ricavi totali, che nel 2013 erano 3.406 milioni, quest’anno sono stimati pari a 3.161 milioni e risalirebbero fino a 3.857 milioni nel 2018.
Nei primi nove mesi del 2014 Alitalia-Cai ha perso 384,35 milioni. La nuova Alitalia prevede l’utile dal 2017. Tuttavia, rilevano i professori Corbella e Villa, «gli indicatori di redditività attesi per Nuova Alitalia (…) risultano al termine del periodo di Piano ancora inferiori a quelli medi di mercato».

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