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Alitalia, saga infinita: nuovo prestito ponte e tempi più lunghi

Il decreto legge salva-Alitalia è stato approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Il decreto ha lo scopo di sbloccare l’erogazione alla compagnia del finanziamento statale di 400 milioni di euro già previsto dal decreto fiscale del 26 ottobre. Il nuovo decreto allunga i tempi della vendita con una maxi-proroga di sei mesi. Il decreto stabilisce infatti che entro il 31 maggio 2020 «l’organo commissariale (…) espleta le procedure necessarie per pervenire al trasferimento dei complessi aziendali».

Il provvedimento prevede anche un piano «di riorganizzazione ed efficientamento della struttura e delle attività aziendali». Il governo apre una nuova fase, la quarta, nella difficile procedura di vendita della compagnia che quest’anno perderà circa 600 milioni. Difficile ipotizzare se abbia più probabilità di successo delle fasi precedenti.

Qualcuno ipotizza che il nuovo tentativo sia calzato sul progetto di Lufthansa, che ha detto di poter comprare solo un’Alitalia «ristrutturata». Questo potrebbe comportare fino a 5-6.000 esuberi, su un organico di 11.500 addetti. La compagnia tedesca ieri ha reagito con irritazione alla dichiarazione di interesse dell’a.d. di Qatar Airways, Akbar Al-Baker, ad acquisire una quota in Lufthansa e a fare «inizialmente una partnership».

Il governo, almeno a parole, punta anche a una ristrutturazione della compagnia prima della cessione. Il decreto dice che il programma dei commissari «è integrato con un piano avente ad oggetto le iniziative di riorganizzazione ed efficientamento».

Ma i commissari, che in 31 mesi non hanno fatto efficienza tranne ridurre un po’ i costi con la cassa integrazione, saranno in grado di fare una riorganizzazione? E in base a quale piano industriale? Questa formula sembra piuttosto un’invenzione del governo per far accettare alla commissione Ue il nuovo «prestito» di 400 milioni senza che Alitalia sia venduta. Il governo Gentiloni aveva già concesso 900 milioni di aiuti pubblici ad Alitalia. Soldi già spesi.

Ieri si è tornato a parlare di azzeramento della terna di commissari e della nomina di un supercommissario, con un numero due come direttore generale. Il governo sta valutando alcune candidature. Secondo voci il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli e alcuni esponenti del Pd avrebbero contattato per l’incarico di d.g. Gaetano Intrieri, il quale ha posto alcune condizioni, tra cui quella di una stretta collaborazione con Guardia di finanza e Procura.

Il rifinanziamento di 400 milioni varato con il decreto fiscale del 26 ottobre era finalizzato alla cessione di Alitalia entro il 31 marzo 2020. Ma questo non è possibile essendo decaduta l’offerta di acquisto della cordata guidata da Fs con Delta e Mef, perché Atlantia si è sfilata.

Il nuovo decreto finalizza l’erogazione dei 400 milioni sia allo scopo di «pervenire al trasferimento dei complessi aziendali» sia alle «iniziative e interventi di riorganizzazione ed efficientamento» della compagnia. Nel decreto fiscale c’è scritto che il finanziamento, un prestito oneroso al tasso di quasi il 10% annuo, è «della durata di sei mesi». Queste parole sono scomparse dal nuovo decreto, perché i tempi saranno più lunghi.

Alla Camera il governo potrebbe decidere una scorciatoia, cioè stralciare la norma del nuovo decreto e infilarla come emendamento nel decreto fiscale, che deve essere convertito in legge entro il 25 dicembre.

«Noi interverremo anche con modifiche legislative perché è evidente che Alitalia ha bisogno di una ristrutturazione altrimenti è invendibile, lo dicono i fatti, è quindi noi ci adopereremo per garantire la tenuta occupazionale, ma anche per renderla competitiva e appetibile per il mercato perché, evidentemente, senza il pubblico qualche criticità c’è», ha detto il viceministro allo Sviluppo, Stefano Buffagni.

Secondo la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, «il governo ha negoziato con la commissione Ue la decisione su Alitalia». In serata un portavoce di Bruxelles ha confermato che «gli Stati devono notificare alla commissione misure che coinvolgono aiuti di Stato».

Gianni Dragoni

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