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Alitalia rilancia: asse con Alibaba e giù i prezzi

Alitalia vola in Cina con Alibaba e taglia i prezzi dei voli a lungo raggio per far cassa e presentarsi all’appuntamento della vendita ad ottobre più solida e appetibile per i potenziali compratori. L’ex compagnia di bandiera dovrebbe annunciare nelle prossime ore un accordo per vendere i suoi voli a Pechino sul portale di turismo
online del colosso di Jack Ma. Alitalia aprirà uno store specializzato su Alitrip – presto ribattezzata Fliggy – la vetrina turistica del partner, completando così un’offerta forte già dell’intesa con Cits, il più grande tour operator cinese.
L’asse con Alibaba conferma come il lavoro di Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari non sia solo quello di tagliare i costi. Anzi, la troika di commissari straordinari ha messo in pista una serie di iniziative destinate ad affrontare la crisi della società provando a far crescere i ricavi. Il primo passo è stato il lancio di nuove rotte a lungo raggio, progetto che ha viaggiato al ralenti durante la gestione Etihad: il Roma-Los Angeles è stato esteso anche all’inverno, nei giorni scorsi è stata varato il collegamento giornaliero con Nuova Delhi e le rotte per San Paolo, in Brasile, sono state incrementate del 42%. La vera rivoluzione è però quella dei prezzi, con il lancio di un’aggressiva campagna di sconti – specie sul lungo raggio – che per la prima volta da molto tempo ha reso l’aerolinea tricolore molto competitiva nei confronti della concorrenza.
Il nuovo volo da e per l’India è offerto a prezzi che partono da 389 euro per andata e ritorno. E basta una ricerca su un comparatore internazionale di tariffe ( La Repubblica ha provato con Skyscanner) per capire che la struttura dell’offerta Alitalia per il prossimo autunno, vedi tabella a lato, ha generato proposte molto più aggressive del passato. Specie se si limita l’analisi ai voli diretti.
I saldi di stagione riguardano non solo i voli intercontinentali – dove i prezzi sono più bassi sulle rotte più frequentate come New York, Asia e Brasile ma anche quelli a medio raggio, partiti quest’estate, dove lo scontro è con Ryanair: un’andata e ritorno per Londra (Heathrow) a novembre con Alitalia costa 90 euro, 30 in più della low-cost irlandese.
L’obiettivo della campagna di sconti autunnali è duplice: il primo è vincere la diffidenza dei clienti – specie agenzie di viaggio e aziende – che dopo l’ingresso in amministrazione controllata hanno deciso in qualche caso di prenotare i propri voli con altri vettori per i timori sulla continuità aziendale. Il secondo è consolidare i flussi dei ricavi oltre l’orizzonte dei sei mesi posto al processo di vendita.
Gubitosi ha già lasciato intendere che i 600 milioni di prestito ponte consentono di guardare oltre questa scadenza. Un buon andamento delle prenotazioni permetterebbe di consolidare questa certezza, lasciando ai commissari più opzioni aperte se a ottobre non arrivassero offerte soddisfacenti.
L’ipotesi di avere un po’ di tempo in più per risolvere la crisi della compagnia, farebbe tirare pure un sospiro di sollievo alla politica. Tra il prossimo autunno e la primavera 2018 ci saranno le elezioni. E in tanti a Roma preferiscono evitare sovrapposizioni pericolose con l’eventuale redde rationem della partita Alitalia.

Ettore Livini

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