Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia, resta il nodo esuberi Verso un’intesa sul debito

Sulla strada dell’accordo tra Alitalia e Etihad va ancora sciolto il nodo degli esuberi, mentre nella serata di ieri c’è stato un passo avanti importante nell’incontro tra l’ad Gabriele Del Torchio e le banche sul tema del debito.
Oggi è convocato il cda della società per approvare il bilancio 2013 e fare il punto sui vari fronti ancora aperti per arrivare a un’alleanza con Etihad. Dovrebbe esserci un’informativa sui progressi fatti per giungere a un accordo sulla ristrutturazione del debito (pari a 560milioni) con le banche finanziatrici, Mps e Popolare di Sondrio, e le banche sia socie che finanziatrici, IntesaSanPaolo e Unicredit. Nel pomeriggio si è tenuto incontro tra Del Torchio e le banche per superare le ultime resistenze della Popolare di Sondrio, impegnata in un aumento di capitale. La soluzione che si profila sarebbe la possibilità per la Popolare di convertire in capitale della newco buona parte se non tutto il credito verso Alitalia. Questo comporterà probabilmente per le altre banche, soprattutto Intesa e Unicredit, di dover cancellare una maggiore quota del loro credito e di convertire in capitale una quota più contenuta.
Sul versante occupazionale, invece, è iniziata ieri la trattativa tra azienda e sindacati, con il governo che per il momento resta alla finestra, ma che ha fatto capire di essere pronto ad entrare in campo successivamente mettendo a disposizione gli strumenti per la gestione degli esuberi: il piano di Etihad ne prevede 2.251, di cui 1.084 del personale di terra e 380 del personale navigante (tra loro 258 assistenti di volo e 122 piloti), oltre ai 787 cassaintegrati a zero ore. Con questi esuberi, giudicati da Del Torchio «una condizione necessaria per avere una dimensione efficiente e competitiva», l’organico di Alitalia passerà dagli attuali 13.721 dipendenti a 11.470. «Il clima è preoccupato – ha spiegato l’amministratore delegato di Alitalia – per quello che deve avvenire, ma ci si rende conto che creare un’alleanza con Etihad è l’unica opportunità per consentire ad Alitalia di diventare una compagnia più solida. Tutti abbiamo interesse a trovare una soluzione». Per Del Torchio la trattativa è «a tutto tondo: da una parte c’è il tema degli esuberi e dall’altra le modalità di gestione». All’insegna della cautela i commenti dei rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, al termine del primo round negoziale: «C’è ancora molto lavoro da fare – spiega Franco Nasso (Filt-Cgil) –. Lunedì inizieremo ad approfondire il piano, la priorità resta la salvaguardia occupazionale. Non potranno esserci tempi lunghi, anche se non è una settimana in più o in meno a fare la differenza». Anche se si riuscisse a rispettare il timing di metà luglio fissato dal governo per l’intesa tra le parti, l’accordo con Etihad dovrebbe passare al vaglio degli organismi europei, e difficilmente potrà essere consolidato prima dell’autunno. «È stato un incontro teso, abbiamo chiesto approfondimenti, la situazione è complessa», commenta Giovanni Luciano (Fit-Cisl), «siamo ancora in una fase in cui cerchiamo di capire come nascono questi esuberi, pretendiamo una trattativa seria con l’obiettivo disoccupazione zero».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa