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Alitalia, quote basse allo stato

Se non arrivassero offerte in grado di garantire l’integrità di Alitalia, il governo potrebbe intervenire con piccole quote di partecipazione: resta comunque esclusa la nazionalizzazione della compagnia. È il messaggio lanciato dal ministro dei trasporti Graziano Delrio nel corso di un’audizione alla camera, a due giorni dal termine fissato dai commissari per l’invio delle offerte non vincolanti. Delrio ha ribadito che «l’integrità dell’azienda è la soluzione migliore, perché Alitalia rappresenta un grande valore, ha ancora grandi potenzialità di sviluppo, a patto che non venga spezzettata. Non si possono vendere singoli pezzi come le rotte o la manutenzione».

Nel caso in cui non arrivassero proposte che vanno in questa direzione, «l’alternativa potrebbe essere continuare l’azione commissariale e mettere altro denaro pubblico o la statalizzazione. Siamo contrari alla statalizzazione, sarebbe un errore», ha proseguito Delrio. «Sono convinto che con un grande piano industriale si può trovare un ottimo partner». Il ministro non ha quindi escluso di riprendere in considerazione l’idea che lo stato rilevi «piccole quote» di Alitalia: «In un primo momento era stato valutato anche questo, con l’intervento di Invitalia che diventava azionista».

Il ministro ha quindi auspicato che il numero di esuberi sia più basso possibile: «Noi metteremo in campo come sempre tutti gli strumenti, che sono parecchi e sono stati ampiamente usati in passato, perché i lavoratori siano protetti con il massimo consentito dalla legge».

Quanto ai conti del vettore, Delrio ha ricordato che i primi due mesi dell’anno sono andati male, con perdite superiori a 200 milioni di euro. «È molto importante capire qual è l’entità reale del disavanzo. A oggi le rassicurazioni che ci sono state date è che gli investimenti previsti da parte del governo coprono in maniera sicura l’attività di Alitalia e consentono con una certa tranquillità di coprire l’attività commissariale». Il problema, comunque, «più che nella riduzione del personale sta negli elementi strutturali, in particolare nel mancato aumento dei ricavi».

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