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Alitalia, proposto aumento fino a 250 milioni di euro advisor al lavoro sulle newco

Oggi l’assemblea dei soci Alitalia darà il via libera al bilancio 2013 che si chiude con perdite pesanti per oltre 500 milioni di euro e all’aumento di capitale fino a 250 milioni. Nelle ultime ore il lavoro degli advisor e del cda della compagnia, che ieri si è riunito per una seduta fiume, si è però concentrato sui temi caldi del momento che potrebbero dare, non prima della prossima settimana, una svolta alla firma del matrimonio con Etihad.

Il numero uno Gabriele Del Torchio si prepara infatti ad affrontare gli azionisti chiamati ad approvare il bilancio e a dare luce verde alla nuova iniezione di capitali che dovrebbero servire a parare i colpi di eventuali contenziosi e pendenze legali di Cai. Una richiesta questa avanzata da Etihad: gli arabi non desiderano sorprese in futuro sui conti, e questo costringe di fatto le banche a spremere altre risorse su Cai, la capogruppo destinata a restare in futuro una scatola vuota.
Resta invece sospesa in una trattativa che vede impegnati i legali di Poste, Alitalia e Etihad, la questione delle due newco ideate per consentire (la prima) l’ingresso di Poste in un soggetto nuovo in cui far confluire 40 milioni di euro e dove entreranno anche i soci odierni di Cai.
Questa società a sua volta entrerà col 51 per cento nella seconda newco tagliata a misura di Etihad che ne farà parte col 49 per cento. Questa neonata seconda azienda diventerà di fatto la Alitalia 2 che andrà a nozze con il vettore del Golfo.
Del Torchio sta proseguendo in queste ore il lavoro di rifinitura di questo inedito e complesso schema societario, non digerito fino ad oggi dalle banche ma ben visto da Poste Italiane che non vuole partecipare all’aumento di capitale di Cai.
Lo stesso cda di Poste, riunito ieri, non ha affrontato il tema Alitalia e ha rinviato al 1 agosto ogni eventuale decisione in merito. I tempi quindi si allungano e serviranno diversi altri giorni per mettere al loro posto tutti i tasselli di questo complesso mosaico societario che non trova ancora un punto di convergenza tra le richieste degli arabi e quelle del socio Poste. Infine stamattina si avrà il risultato del primo referendum indetto da Cigl, Cisl e Ugl sul contratto.
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