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Alitalia, pronto il piano B Governo contro i diktat Ue

Il governo sta valutando di non accettare le pesanti richieste della Ue sul piano di salvataggio di Alitalia e di mettere in campo un piano B. I maggiori punti di contrasto riguardano la richiesta di Bruxelles di dimezzare gli slot a Linate e il divieto di usare il marchio e il nome Alitalia per due anni, come condizioni per autorizzare il trasferimento delle attività di volo a Ita, la nuova compagnia totalmente pubblica.

A Roma c’è la sensazione di un atteggiamento punitivo di Bruxelles verso Alitalia, la cui storia di perdite croniche e di piani sballati – l’ultimo bilancio in attivo è del 2002 – non aiuta. «Con i commissari straordinari è in corso una riflessione su piani alternativi se l’attuale trattativa con il Mef e il Mims andasse male», ha detto ieri il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ai sindacati. Il piano B dovrebbe prevedere l’affitto del ramo d’azienda di Alitalia a Ita, la Newco pubblica che verrebbe ricapitalizzata fino a 3 miliardi.

«Se non si arriverà a un compromesso ragionevole in termini di prospettiva industriale e sostenibilità, il governo non lo accetterà», ha detto Giorgetti alla Camera. Ita ha presentato a Bruxelles un piano industriale che nell’ultima versione prevede 47 aerei passeggeri rispetto ai 104 della flotta attuale. Gli aerei di lungo raggio sarebbero solo sei.

Molti si chiedono se abbia senso creare una mini-compagnia così ridimensionata nel quarto mercato d’Europa. Quando il traffico ripartirà le altre compagnie potrebbero schierare le loro flotte (i grandi gruppi come Lufthansa, Air France-Klm, Iag hanno 600-700 aerei ciascuno), la Newco invece impiegherebbe almeno 5 anni per tornare alle dimensioni di oggi.

I sindacati sono contrari al ridimensionamento. La Ue vuole anche lo spezzatino di handling e manutenzione, ci sono 7.500 esuberi potenziali. «Ci muoviamo su confini stretti e il tempo gioca contro di noi», ha osservato Giorgetti, «a breve ci sarà la sentenza sui prestiti ponte», con la condanna di Alitalia a restituire 1,3 miliardi allo Stato. Alitalia rischia di mettere a terra gli aerei a fine mese perché non ha più soldi.

«Sarà necessario riconsiderare tutto se la vicenda Alitalia non avrà una conclusione positiva e bisognerà coinvolgere anche il Parlamento», ha detto Giorgetti ai sindacati. «La norma che consente allo Stato di ristorare le compagnie aeree, previo passaggio alla Commissione europea, deve essere interpretata in modo flessibile e ragionevole perché chi lavora ha diritto alla retribuzione e questo dovrebbero capirlo anche in sede di Commissione europea», ha detto alla Camera. Alitalia «vive un problema grave di liquidità». Secondo fonti sindacali il governo potrebbe autorizzare anticipazioni ad Alitalia ancora per 17 milioni anche senza il consenso Ue, secondo le norme sui ristori Covid.

L’a.d. di Ita, Fabio Lazzerini, ha avuto un amaro sfogo dopo l’ultima lettera inviata dalla Ue in questi giorni, con 40 richieste di chiarimento. Lazzerini ha fatto presente di aver già dato risposte puntuali alle oltre 200 domande dei funzionari europei con 35 documenti e 10 telefonate.

«Accanto al marchio ci sono i codici, in tutti i sistemi di prenotazione di mondo. Quindi, non è solo un fatto di nome o di affetto, ma ci sono dei costi per trasformare. Il governo considera il marchio come un elemento importante della trattativa», ha detto il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini. Da Bruxelles si fa notare che l’attenzione della «Dg competition» è rivolta ad ottenere garanzie sulla «discontinuità economica» tra la Newco e la vecchia compagnia. Finché non si arriverà a una proposta equilibrata, con tutti gli elementi necessari per una valutazione, non sarà possibile arrivare a una decisione. Il Tribunale della Ue infine ha giudicato legittima la garanzia statale della Finlandia a favore di Finnair per aiutarla a ottenere un prestito di 600 milioni a seguito della pandemia. Respinto il ricorso di Ryanair.

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