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«Alitalia, pronti 1,25 miliardi da Etihad»

Nell’arco dei prossimi quattro anni saranno investiti 692 milioni per lo sviluppo e il rinnovo della flotta di Alitalia, in aggiunta ai 560 milioni che investirà Etihad per acquisire una quota del 40-49% del capitale.
Complessivamente nell’arco del piano 2014-2018 della compagnia degli Emirati Arabi si prevedono investimenti per 1,252 miliardi di euro, secondo le linee guida anticipate ai sindacati dai ministri dei Trasporti, Maurizio Lupi e del Lavoro Giuliano Poletti, nell’incontro convocato ieri, alla vigilia del confronto con l’azienda che si svolgerà questa mattina. Il ministro Lupi ha fatto intendere ai sindacati che si tratta di investimenti tutti a carico di Etihad, mentre resta da chiarire se l’onere del rinnovo della flotta sarà spalmato tra i soci. Con un fatturato di circa 3,6 miliardi di euro, il piano industriale prevede per Alitalia il raggiungimento dell’utile nel 2017, attraverso un forte aumento dell’intercontinentale (nei quattro anni di piano si stima una crescita del 40% dei passeggeri trasportati da 2,1 milioni a 3 milioni), e dei collegamenti internazionali (con un incremento di 1 milione di passeggeri), mentre sul mercato domestico è previsto solo qualche aggiustamento. Ci saranno ricadute sugli esuberi, visto che rispetto all’organico attuale di 13.721 dipendenti Alitalia, si scenderà a 11.470 addetti, pari a 2.251 lavoratori in meno. Più nel dettaglio, il numero degli esuberi disaggregato comprende 787 lavoratori attualmente posti in Cigs a zero ore (fino a marzo 2015), in aggiunta a 1.084 dipendenti in eccedenza tra il personale di terra e a 380 tra i naviganti. Si tratta di cifre che erano già state anticipate dall’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, che aveva parlato di circa «2.200 esuberi strutturali, necessari per poter mantenere le altre 11mila persone che resteranno».
Fin qui le anticipazioni del governo. Oggi alle 10, invece, il piano sarà presentato ai sindacati dall’azienda e prenderà il via il confronto tra le parti: «Il tempo è certo – ha detto Lupi – la trattativa non si può prolungare all’infinito, metà luglio è il momento di tirare le somme. Il Governo farà tutto il possibile per stare accanto all’azienda e ai sindacati, ci sarà un tavolo permanente con il ministero del Lavoro per accompagnare la legittima e giusta trattativa». Lo stesso concetto è stato ribadito ai sindacati dal ministro Poletti che ha spiegato nell’incontro a porte chiuse che «il governo farà ogni sforzo per trovare una soluzione positiva, ma prima deve svolgersi la trattativa tra le parti nella loro piena autonomia», dopodichè «sarà pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti che serviranno». Alla domanda rivolta a Lupi da un sindacalista, se ci sono investimenti diretti di Etihad su Adr, il ministro ha risposto che non sono previsti direttamente dal piano.
Positivi i commenti dei sindacati. Più articolata la posizione della Cgil: «La filosofia del piano sembra andare nella direzione giusta – afferma Fabrizio Solari (Cgil) – sposando opinioni per noi storiche come l’incremento del lungo raggio. Il problema è come gestire esuberi. La sfida è rendere compatibili questi due aspetti, magari con un piano meno conservativo e più coraggioso».
Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni considera «incoraggiante» il piano di Etihad: «Sappiamo che ci sono problemi per eventuali esuberi e li affronteremo – afferma – sapendo che un’azienda che potrà svilupparsi potrà eventualmente riassorbire i lavoratori. Come ha detto il governo è un’operazione di grande prospettiva quello che ci interessa è capire se il governo è disposto a sostenere gli esuberi e il governo ha assicurato che è possibile contare su di loro al 100%. Andiamo più sereni alla trattativa».
Anche il numero uno della Uil, Luigi Angeletti considera «soddisfacente l’approccio del governo sulla vicenda» e aggiunge «a questo punto dobbiamo conoscere i contenuti del piano industriale nel dettaglio». Il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, è convinto vi siano «tutte le condizioni per salvaguardare tutti i posti di lavoro».

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