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Alitalia, più tempo per Parigi

Continuano serrate le trattative di Alitalia per tenere Air France dentro l’aumento di capitale. Non è esclusa una proroga del termine di venerdì per consentire maggiori margini di manovra. E il governo va in pressing sull’alleato francese ipotizzando, nel caso si sfilasse dall’aumento di capitale,l’apertura di Alitalia a un nuovo partner asiatico che potrebbe essere Air China. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, alla vigilia del consiglio di amministrazione che oggi dovrebbe varare il piano industriale della riscossa, sposa la linea dura contro i soci francesi e cala l’asso dell’alleato di Pechino.«Mi auguro che Air France sottoscriva l’aumento di capitale – ha detto il ministro – anche perché non è che in questi anni è venuta a fare la carità: 30 milioni di passeggeri sono andati dagli aeroporti italiani a quelli francesi di Parigi e Schipol, se non partecipa all’aumento la sua quota scenderà al 7% e noi potremo cercare un partner del Sud Est asiatico». Ma non sarà Etihad Airways, la compagnia aerea di Abu Dhabi. Quindi, se si esclude Aeroflot che non è del Sud Est asiatico, non rimangono che i cinesi.
Se sono vere le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano economico Les Echos , secondo cui il ceo di Air France Alexandre De Juniac giudica più «radicale del previsto il piano di Alitalia» ma non sufficiente «per raggiungere il risanamento» si profila un probabile «no» all’aumento di capitale. Nello stesso tempo i francesi fanno sapere di voler «rimanere un partner commerciale». In realtà continuano le trattative serrata sull’asse Roma-Parigi. A chi gli chiedeva se la partecipazione di Poste italiane per 75 milioni di euro fosse condizionata dalla presenza di Air France il ministro Lupi è stato categorico: «Quando siamo andati in Parlamento a illustrare il percorso per salvare Alitalia è stato prospettato l’intervento di Poste fino a 75 milioni che ci fosse Air France o meno». Sempre Lupi in mattinata ha incontrato i tre leader sindacali preoccupati dagli esuberi che, secondo indiscrezioni relative al business plan, potrebbe arrivare a coinvolgere da 2 mila fino a 4 mila su 14 mila dipendenti in relazione a tagli tra i 250 e i 400 milioni di euro. Il ministro delle Infrastrutture ha anche precisato che al centro del colloquio è stata la decisione di Air France di partecipare o meno all’aumento di capitale come «snodo fondamentale del percorso». Per il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni «il ministro sa che non accetteremo un piano industriale con lavoratori dipendenti in esubero, visto che Alitalia ha ancora da smaltire quelli del vecchio piano, oggi ci siamo visti per collaborare tra noi, per cercare di tenere in piedi la baracca».
Giorni decisivi dunque per la compagnia di bandiera. Oggi l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio presenterà al consiglio di amministrazione il nuovo piano industriale disegnato in collaborazione con il Boston Consulting Group. Mentre è in scadenza il periodo previsto per l’aumento di capitale da 300 milioni di euro.
A sottoscriverlo, ricordiamo, sono stati per il momento tra i soci privati Intesa Sp, Atlantia e Immsi (Colaninno)per un totale di 65 milioni, altri 65 milioni sono stati versati da Intesa e Unicredit su una garanzia di 100 milioni. Sulla vicenda è intervenuto con un pensiero laterale anche il sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd Matteo Renzi che, su Twitter , ha spiegato che «il problema di Alitalia non è il passaporto dei soci ma l’efficienza e la creazione di occupazione per il nostro Paese».

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