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Alitalia, più tempo per il partner Il governo: serve un’offerta solida

«Un’offerta solida e credibile». Solo così la cessione di Alitalia potrebbe «procedere velocemente». In attesa, «le manifestazioni di interesse pervenute devono essere ulteriormente approfondite prima di procedere a una negoziazione in esclusiva». Sulla vendita dell’ex compagnia di bandiera si va avanti, dunque. Con il governo che invita la società commissariata a muoversi, ma senza troppa fretta. Affinché ogni scelta sia studiata e valutata con attenzione e soprattutto nell’interesse di Alitalia.

Ieri, il vertice a Roma, al ministero dello Sviluppo economico con i ministri dello Sviluppo e dei Trasporti, Carlo Calenda e Graziano Delrio, che hanno incontrato i tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, per fare il punto della situazione. Tanto per cominciare, sull’attuale stato della compagnia che dal governo ha ottenuto il prestito ponte di 900 milioni di euro (due tranche da 600 e 300 milioni) e che attende di essere ceduta al miglior offerente. Ai ministri, i commissari hanno parlato di ricavi in crescita rispetto al 2017, ma anche rispetto agli anni precedenti, ed è la prima volta dopo tanto tempo. E questo lasciando sostanzialmente intatto il prestito ponte. La conferma arriverà quando la società presenterà i numeri del primo trimestre 2018 che si attendono ancora migliori di quel +1% ottenuto a fine dicembre 2017. Le previsioni sperano in un + 3%.

Ma l’incontro in via Veneto ha naturalmente riguardato la cessione di Alitalia e soprattutto i suoi pretendenti. Nessuna nuova offerta formale in busta chiusa (e quindi vincolante) per ora, ma crescono le manifestazioni di interesse con diversi soggetti in campo impegnati ad analizzare conti, rotte, flotta e dipendenti della compagnia tricolore prima di lanciare un’offerta di acquisto.

Il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo per traffico voli, Alitalia attrae molto. Tedeschi e francesi soprattutto. Lufthansa da subito. Ma poi anche Air France-Klm, che sarebbe il «big» dietro al nuovo interesse espresso dalla low cost britannica easyJet. Quindi c’è il fondo Usa Cerberus, ma soprattutto la statunitense Delta Air Lines che di Air France-Klm ha il 10%. E spunta anche il nome di Wizz Air, compagnia low cost ungherese in grande espansione in tutta Europa e che ha appena ordinato 146 nuovi velivoli alla Airbus.

Il mandato del governo ai tre commissari è quello di esaminare tutte le proposte formali che arriveranno, prendendosi tutto il tempo necessario, poco importa se dovessero volerci un giorno o tre mesi. Le elezioni del 4 marzo non sembrano dunque essere più una dead line , l’importante è fare la scelta giusta. Ma una volta selezionato il partner per la trattativa in esclusiva bisognerà però «procedere velocemente». Fare presto sì, dunque, ma prima di tutto, fare bene.

Claudia Voltattorni

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