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Alitalia, più tempo da Bruxelles “Un mese e poi scatta l’infrazione”

La Commissione europea concede altro tempo ad Alitalia. Ma se il governo non rispetterà la data dell’ennesimo rinvio per la nascita della nuova alleanza, il 21 novembre, la situazione è destinata a precipitare. È questo, stando a fonti europee concordanti, il risultato dell’incontro di ieri tra la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, e il ministro Roberto Gualtieri. Il quale è volato apposta a Bruxelles per incontrare la danese rientrata da Strasburgo dopo la plenaria del Parlamento europeo. Un meeting che la delegazione italiana ha definito «soddisfacente». La Commissione ha già messo nel mirino le due tranche del prestito ponte che finora hanno garantito alla compagnia di superare trenta mesi di amministrazione straordinaria. E ora, di fronte ad altri 400 milioni garantiti dallo Stato, morde il freno: resistere alle pressioni dei concorrenti europei – per i quali si tratta di un aiuto pubblico che droga il mercato – diventa sempre più difficile. Ma al contempo mandare al fallimento Alitalia sarebbe una mossa traumatica.
In questo momento, il dialogo tra Roma e Bruxelles ruota intorno alla tempistica. Il governo ha concesso ad Alitalia un primo prestito da 600 milioni nel 2017, un secondo da 300 nell’ottobre di quello stesso anno e in questi giorni nel decreto fiscale ha inserito una terza tranche, che nell’ultima versione di ieri è salita a 400 milioni. I servizi della Commissione europea sembrano ormai orientati a bocciare la seconda e la terza tranche, mentre potrebbero salvare la prima, l’unica considerata legittimamente concessa per dare tempo al rilancio industriale. Se la bocciatura arrivasse prima della nascita della nuova compagnia con Fs, Atlantia e un partner industriale tra Delta e Lufthansa, gli amministratori straordinari sarebbero costretti a restituire al Tesoro i soldi che però non hanno più in cassa. Insomma, dovrebbero dichiarare fallimento.
Finora Bruxelles ha pazientato, assicurando che si sarebbe espressa solo dopo la presentazione del nuovo piano industriale. Il terzo prestito però ha ridestato la contrarietà dei concorrenti. Ma ancora una volta la Commissione ha informalmente garantito al governo che aspetterà il 21 novembre, nuova data termine per l’offerta vincolante. Oltre però per la Ue sarà difficile rinviare.
Se l’operazione Fs-Atlantia andrà in porto, a quel punto la ormai scontata bocciatura di Bruxelles potrebbe essere sterilizzata inserendo il debito (ovvero i soldi da restituire allo Stato) nella bad company come avvenuto una decina di anni fa, alleggerendo il nuovo soggetto industriale dal pesante (e forse letale) fardello. Almeno questo sarà lo schema su cui si lavorerà. Inoltre ci sarà l’esame antitrust del nuovo vettore. Per ora l’importante è riuscire ad arrivare alla sua nascita. Poi si vedrà.

Alberto D’Argenio

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