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Alitalia, piano industriale «a costo zero»

Il piano industriale di Alitalia in amministrazione straordinaria sarà a “costo zero”, non potendosi basare su nuovi investimenti poggerà sull’ottimizzazione dell’esistente: le nuove rotte e il potenziamento dei collegamenti consentiranno di far volare con maggiore intensità aerei oggi solo parzialmente utilizzati, per assicurare la tenuta dei ricavi con l’obiettivo di garantire che la compagnia sia appetibile sul mercato.
È questo lo scenario tracciato dai tre commissari straordinari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, nell’incontro di ieri mattina con i sindacati di categoria, secondo quanto riferiscono questi ultimi. Con l’avvio dal 29 ottobre del collegamento giornaliero Roma-Nuova Delhi e con l’estensione al periodo invernale del Roma-Los Angeles si punta ad intercettare il traffico dei passeggeri indiani – numericamente il secondo al mondo-, diretti verso gli Usa. La rotta era soggetta alle restrizioni legate alla joint venture Transatlantica siglata con Delta e Air France, ed i commissari hanno fatto capire che puntano ad avere meno vincoli anche su altre tratte, oltre a Los Angeles. Sempre nella stagione invernale Alitalia aumenterà i voli settimanali sulla Roma-San Paolo per cogliere la forte domanda di mercato brasiliano(in media in 326mila viaggiano annualmente fra l’Italia e San Paolo).
La strategia, dunque, è quella di non bruciare la “cassa”, i 600 milioni del prestito ponte dovranno durare a lungo, anche perchè non è scontato che in autunno si trovi già un compratore. L’altra leva su cui agire è quella dei sovraccosti da tagliare: dopo la chiusura anticipata dei derivati sul carburante (rinegoziati con nuovi soggetti, con un risparmio una tantum di 100 milioni di euro), si stanno rinegoziando i contratti di leasing degli aerei, dell’Information technology, le forniture e la manutenzione (l’intenzione è di riportare a Fiumicino una parte della manutenzione svolta a Tel Aviv dagli israeliani di Bedek sul lungo raggio). Non si prevedono contraccolpi, almeno per il momento, sul costo del lavoro. Alitalia, tramite Assaereo, ha raggiunto un accordo con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Uglt, Anpac e Anav per prorogare l’attuale contratto, con i trattamenti economici e normativi fino alla scadenza del periodo estivo (31 ottobre). «Non siamo retrocessi ma la salvezza è ancora da conquistare», ha spiegato Gubitosi, senza nascondere le difficoltà da superare. A partire dalla conflittualità promossa da piccole sigle, come il Cub trasporti, che ha indetto per oggi 24 ore di sciopero generale dei trasporti, che avrà impatti negativi anche sul trasporto aereo. «Lo sciopero «indetto contro le low cost danneggerà soprattutto Alitalia», ha spiegato il ministro Carlo Calenda (Sviluppo economico).
Dai sindacati la valutazione dell’incontro con i commissari «è positiva – spiega Fabrizio Cuscito (Filt-Cgil) -, occorre tuttavia ripristinare un clima di serenità in azienda, e resta la preoccupazione per le manifestazioni di interesse per l’acquisto di singoli asset aziendali. Bisogna preservare l’unitarietà».
Oggi è atteso un nuovo incontro tra azienda e sindacati al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione straordinaria per 1.358 dipendenti, ma è probabile che il tavolo finirà con il mancato accordo del sindacato che contesta 317 Cigs a zero ore tra il personale di terra. «Abbiamo chiesto che queste persone siano riqualificate affinché diventino fungibili e possano essere reimpiegate in azienda e che la Cigs non sia una sorta di esubero definitivo», spiega Claudio Tarlazzi (Uilt).

Giorgio Pogliotti

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