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Alitalia e i piani di Lufthansa: Fs e Atlantia chiedono chiarimenti

Su Alitalia si va ai supplementari dei supplementari. Le Ferrovie dello Stato chiedono più informazioni a Lufthansa dopo la proposta tedesca di partnership commerciale — ma senza alcun tipo di investimento ulteriore — arrivata martedì sera.

Dalle informazioni richieste con una lettera — dopo aver consultato negli ultimi due giorni Atlantia per decidere la strategia comune — il colosso ferroviario vuole capire se Lufthansa è intenzionata a metterci soldi oppure no. Se, insomma, vuole posizionarsi sullo stesso livello di Delta Air Lines che resta ancora ferma a 100 milioni di euro per il 10%. Solo a quel punto le trattative potrebbero prendere un’altra piega, spiegano al Corriere due fonti.

Il quadro ora è meno chiaro di prima. Secondo i bene informati c’è una parte del governo che vorrebbe dare ascolto a Lufthansa, ma il contenuto del messaggio inviato dai tedeschi così non può essere accettato. Per questo, d’accordo anche con il ministero dello Sviluppo economico, Ferrovie vuole sondare ulteriormente i piani di Francoforte, il cuore operativo del gruppo europeo che comprende anche Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings e Air Dolomiti.

La società guidata da Gianfranco Battisti non vuole escludere nessuna opzione possibile — continuano le fonti —, ma preferisce evitare di tornare a otto mesi fa quando, dopo gli incontri riservati a gennaio, in Fs non hanno mai ricevuto una posizione ufficiale da Lufthansa sui due punti cruciali: perché venga considerato un partner industriale il gruppo tedesco deve partecipare all’equity e all’equity risk. Insomma, deve entrare nell’azionariato. Lufthansa — che aveva presentato un piano lacrime e sangue con 6 mila esuberi subito e una riduzione della flotta del 44% — avrebbe dovuto chiarire i dubbi entro l’8 febbraio. Chiarimenti che non sono arrivati a Ferrovie.

L’opzione Lufthansa, però, presenta diversi problemi. Uno su tutti: chi pagherà la penale di 300-350 milioni di euro per consentire ad Alitalia di lasciare l’alleanza SkyTeam (con Delta e Air France-Klm) ed entrare in Star Alliance? In Lufthansa fanno intendere che la cifra debba sborsarla lo Stato, lo stesso che dovrebbe occuparsi della ristrutturazione attraverso i commissari.

Dal punto di vista negoziale, spiegano ancora le fonti, Delta non ha chiesto l’esclusiva: Fs e Atlantia possono discutere con altri soggetti. Gli americani ribadiscono l’investimento di 100 milioni. «Una conferma della volontà di stare dentro al consorzio», dice a Porta a Porta la ministra delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli. Ma dagli Usa qualche dubbio ce l’hanno. «La situazione resta molto confusa sul lato italiano e non sappiamo come potrebbe finire», si sfoga con il Corriere un dirigente di Delta.

La replica di Fs (e Atlantia) a Lufthansa, intanto, potrebbe avere due effetti immediati. Il primo: lo slittamento, di un mese, dei termini per inviare l’offerta vincolante. Il secondo: con una cassa che si dovrebbe esaurire a dicembre i commissari potrebbero, già la settimana prossima, dover chiedere al ministero dello Sviluppo economico un ulteriore prestito di 250 milioni. Anche se il ministro Stefano Patuanelli sostiene che la compagnia non ne abbia bisogno.

Leonard Berberi

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