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Alitalia, passo indietro di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo è pronto a lasciare la presidenza di Alitalia. Lo farà dopo il via libera al nuovo piano industriale della compagnia aerea che dovrebbe arrivare oggi nel consiglio di amministrazione. Una decisione già maturata a novembre scorso. Montezemolo più volte aveva confidato ai suoi più stretti collaboratori della volontà di fare un passo indietro per un incarico che in questi ultimi mesi è stato pesantissimo. A dicembre la compagnia è stata salvata dal fallimento grazie alla riattivazione delle linee di credito da parte di Intesa San Paolo e Unicredit e al finanziamento di Etihad. Ai primi di aprile — se il piano passerà così com’è dalle verifiche del governo e dal confronto con i sindacati — sarà necessaria una seconda operazione di salvataggio, che qualcuno quantifica in circa 600 milioni di euro.

Questo azionariato a due anime è stato dall’inizio il motivo per il quale Montezemolo ha ricoperto il ruolo di presidente (e per un breve periodo anche di amministratore delegato). È stato il trait d’union tra due mondi così distanti. Montezemolo ora fa un passo indietro. Resterà in consiglio, anche per gestire la transizione. Il board che si riunisce oggi dovrebbe procedere alla cooptazione in Consiglio di Luigi Gubitosi. L’ex direttore generale della Rai dovrebbe subentrare al dimissionario Roberto Colaninno. Quindi in rappresentanza dei soci bancari. Gli stessi, soprattutto Intesa San Paolo, che l’avrebbero scelto al timone dell’Alitalia che verrà con il ruolo di presidente esecutivo. Una figura diversa, molto più operativa, rispetto a quella finora cucita addosso a Montezemolo. Gubitosi — dopo essere stato nei giorni scorsi ad Abu Dhabi per conoscere Ahmad Ali Al Sayegh in modo da avere il sostegno di Etihad — ha chiesto maggiore chiarezza sulle deleghe. Mancherebbero ancora alcuni dettagli. L’ipotesi è che possa avere le redini finanziarie della compagnia (la finanza e il controllo) e il personale. Deleghe decisive, considerando la delicatissima trattativa che comincerà ora con i sindacati inferociti per i pesanti tagli al personale.

Il ruolo di Cramer Ball verrà ridimensionato. A lui dovrebbero restare le deleghe relative alle operations e al commerciale. Deciderà la strategia sulle nuove rotte da aprire, con un focus su quelle intercontinentali. E la politica dei prezzi. Ma è chiaro che ogni decisione dovrà passare al vaglio di Gubitosi, che avrebbe in mano il cordone della borsa.

Dopo aver approvato il piano domani i vertici di Alitalia incontreranno il governo. Ball e Montezemolo si recheranno al ministero dello Sviluppo, convocati da Carlo Calenda. Sarà presente anche Graziano Delrio, accusato dalla compagnia di aver fortemente incentivato i vettori low cost. Il punto dirimente sarà quello degli esuberi. Alitalia metterà sul tavolo 2 mila esuberi su 12 mila dipendenti. E un taglio in busta paga per i piloti di circa il 30%. Il governo dovrà mediare con i confederali. L’alternativa è l’amministrazione straordinaria con ricadute sociali ancora più pesanti e l’ombrello degli ammortizzatori sociali pagati da tutti.

Fabio Savelli

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