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Alitalia, oggi il via libera al bando

Corrono in cinque alla selezione degli advisor del collegio dei commissari straordinari di Alitalia. Si sta concludendo il beauty contest per affidare l’incarico: Merrill Linch, Lazard, Mediobanca, Rothschild e Citigroup compongono la rosa di nomi tra i quali a giorni è prevista la scelta; gli advisor saranno uno o, più probabilmente, due per supportare l’attività commissariale sul versante industriale e finanziario.
Questa sera, intanto, i tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono attesi al ministero dello Sviluppo economico per ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione del bando per la raccolta di manifestazioni di interesse. Le opzioni sulla carta sono tre – ristrutturazione, vendita in blocco o vendita dei beni e contratti (il cosiddetto “spezzatino”)-, anche se i commissari e i ministri competenti danno la preferenza alle prime due opzioni. Da domani possono iniziare ad arrivare manifestazioni di interesse da parte di singoli o cordate con una ricerca ad ampio spettro, poi è prevista l’apertura della data room per fornire le informazioni ai potenziali acquirenti. Nel giro di 4-6 settimane – quindi entro fine giugno – si attendono le manifestazioni di interesse non vincolanti, entro luglio-agosto si prevedono le offerte non vincolanti e tra settembre-ottobre le offerte vincolanti.
«La vera operazione che va fatta è non frazionare Alitalia, non venderla a pezzi o asset ma mantenere la unitarietà aziendale» ha detto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ieri in audizione al Senato, giudicando «anacronistico» l’attuale limite del 49% del capitale per gli investitori esteri. «Si farà una revisione a livello europeo, probabilmente la proporrà la commissaria Ue», ha aggiunto Delrio, il tetto del 49% «rappresenta anche un limite per l’investitore straniero nel mettere denaro nella compagnia perché proporzionatamente devono metterlo anche gli altri».
Il ministro ha poi citato Meridiana «ha il 51% in mano ad Alisarda, con finanziamenti che non vengono dalle banche italiane», ed ha aggiunto «si potrebbe fare anche per Alitalia un’operazione del genere, sarebbe legittima». Delrio ha anche bocciato l’ipotesi di un coinvolgimento delle Fs, perchè «i grandi campioni nazionali devono fare il loro mestiere, non il mestiere di altri».
Usciti di scena i soci emiratini, alla compagnia si guarda anche da oriente, almeno stando alla risposta del premier Paolo Gentiloni ad una domanda su eventuali interessi riscontrati nella sua visita a Pechino per asset strategici italiani come Alitalia o Mps: «In generale certamente sì – ha detto -, nei particolari consentitemi di non entrare: se ne è discusso parecchio anche nella cena organizzata in ambasciata, con i principali fondi sovrani cinesi, sia del lato immobiliare sia di altri investimenti strategici per il Paese». Sul versante italiano, infine, Matteo Renzi ha confermato che non presenterà la proposta sul rilancio di Alitalia annunciata prima della sua rielezione a segretario del Pd, avendo concordato la linea d’azione con il premier.

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