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Alitalia, oggi sì delle banche poi l’abbraccio con Etihad Del Torchio: “Fiducia nella Cgil”

Ultima chiamata per Alitalia. Oggi si terrà il vertice decisivo con azienda, governo e banche che dovranno dare il via libera alla richiesta di trasformazione del credito vantato nei confronti di Alitalia in azioni della nuova compagnia per due terzi (su 560 milioni) e cancellando del tutto il restante 30 per cento. Abbattendo così l’ultimo ostacolo all’ennesimo tentativo di rinascita del gruppo. Nelle prossime ore è atteso a Roma anche James Hogan, pronto ad una serie di incontri decisivi con le controparti che però nessuno si sente di confermare vista la delicatezza del momento. Mercoledì Hogan si darà “in pasto” ai media sempre a Roma, ufficialmente per presentare il nuovo volo tra Fiumicino e Abu Dhabi, mentre in serata un parterre di 300 invitati parteciperà al ricevimento di Etihad a Villa Miani, dove Hogan incontrerà e conoscerà i dirigenti del settore del trasporto aereo italiano.

Nel mezzo resta sospesa la questione della firma della Cgil all’accordo sindacale. La deadline è fissata proprio per domani mentre crescono le fibrillazioni all’interno dello stesso sindacato che, ancora una volta, si presenta spaccato ad un appuntamento decisivo per Alitalia. Fra i punti di massimo scontro l’assenza, espressamente richiesta da Abu Dhabi, di cassa integrazione per i lavoratori in esubero. Per il segretario generale della categoria (Filt), Franco Nasso l’accordo accettato dalle altre sigle «è sbagliato, perché lesivo dei diritti. Un’altra soluzione era, ed è ancora possibile». Ma Fabrizio Solari, segretario nazionale della Cgil è più cauto. «Valuteremo il da farsi con il massimo coinvolgimento dei lavoratori — ha detto — l’unica cosa che mi sento di escludere è che la Cgil si estranei dalla vicenda».
Quanto all’azienda, prevale l’ottimismo.
Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Alitalia si è detto «fiducioso che con lo stesso spirito, anche chi non ha ancora sciolto la riserva possa arrivare alla sottoscrizione di questo accordo, doloroso, ma necessario per ridare sviluppo e prospettiva all’intero settore».
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