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Alitalia, nuova intesa con l’Argentina

Alitalia rafforza la collaborazione commerciale con Aerolineas Argentinas – partner dell’alleanza SkyTeam – con un accordo di codesharing per offrire ai rispettivi passeggeri un maggior numero di voli diretti fra Italia e Argentina, oltre a 75 destinazioni in Italia, Europa, Medio Oriente, Argentina e Sud America.
E’ stato ampliato il precedente accordo che era solo commerciale, per consentire ai passeggeri delle due compagnie di acquistare biglietti per le rispettive destinazioni, anche in prosecuzione. Da settembre, inoltre, Alitalia impiegherà su tre delle sette frequenze settimanali della Roma-Buenos Aires il Boeing 777-300ER (382 posti) che consentirà di incrementare del 13% l’offerta di posti su questa rotta.
L’annuncio di nuove rotte (Maldive e New Delhi), sarà accompagnato dall’ottimizzazione del network con il taglio dei collegamenti meno redditizi e la conseguente riduzione del numero di aeromobili: al ministero del Lavoro la gestione commissariale ha chiesto l’apertura della procedura di cassa integrazione straordinaria per il personale navigante e di terra. Saranno posti in Cigs, in proporzione alle necessità operative. Per i naviganti, terminati i contratti di solidarietà lo scorso 2 maggio con l’avvio dell’amministrazione straordinaria, scatterà la Cigs che, anche per effetto dei processi di rotazione, riguarderà 4.716 dipendenti (1.351 piloti e 3.365 assistenti di volo). Per la prima fase sono coinvolti 190 piloti e 340 assistenti di volo. Per il personale di terra la Cigs riguarda nel complesso 5.903 dipendenti (escluse alcune aree operative come addetto di scalo o di rampa), 828 nella fase iniziale.
Alla vigilia dell’incontro di questa mattina con il sindacato, Luigi Gubitosi ha annunciato che «provvederemo ad anticipare il trattamento base relativo alla cassa integrazione che, in simili circostanze, è erogato dall’Inps», ed ha aggiunto che «incontrerò presto il presidente Boeri nella speranza di accelerare il percorso di erogazione dell’integrazione da parte del Fondo di solidarietà». I sindacati hanno lanciato l’allarme sui tempi: «l’Inps ci mette tra i 4 e i 6 mesi – sostiene Nino Cortorillo (Filt-Cgil) – se si prevede una cassa a zero ore, senza l’anticipo di Alitalia si rischia di avere per mesi una retribuzione pari a zero». Altro tema è il ruolo del fondo di settore che integra fino all’80% della retribuzione, rispetto ai 1.167 euro dell’assegno base di Cigs.

Giorgio Pogliotti

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