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Alitalia non paga gli aeroporti italiani: in un anno accumulati 100 milioni di debiti

Oltre ai 900 milioni di euro (più interessi) che Alitalia è stata condannata dalla Ue a restituire allo Stato ci sono altri creditori che sollecitano il pagamento di somme consistenti. Sono gli aeroporti italiani, verso i quali Alitalia «solo nell’ultimo anno ha accumulato debiti per circa 100 milioni di euro», ha detto ieri Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti.

L’allarme è stato lanciato all’assemblea dell’associazione che ha approvato il programma di mandato del presidente per il prossimo triennio. Un voto unanime, ma erano di nuovo assenti AdR e Save, i «potenziali dissidenti» che non avevano partecipato all’elezione il 25 giugno. Intanto si rianima la trattativa tra la nuova compagnia Ita e i sindacati. Dopo l’invito del governo il presidente esecutivo, Alfredo Altavilla, ha convocato per stamattina alle 9 i rappresentanti di dieci sigle sindacali, «per l’esame delle condizioni di lavoro del personale di Ita», dice la lettera inviata ieri.

Altavilla fa sapere che la posizione della società non cambia. Ascolterà i sindacati, ma la linea è quella già delineata nella proposta di contratto. «Il confronto si svolgerà sulla base dei documenti consegnati nel corso dell’incontro del 6 settembre e ferma restando _ afferma Altavilla _ la nostra comunicazione dell’8 settembre relativa alla avvenuta chiusura della procedura di informazione e consultazione sindacale avviata il 23 agosto».

Ita conferma l’obiettivo di fare i primi voli il 15 ottobre. Partirà con 2.800 addetti, rispetto agli oltre 10mila di Alitalia, gli stipendi dei naviganti verrebbero tagliati del 40-50 per cento. I sindacati hanno chiesto al governo ammortizzatori sociali fino al 2025, con la cassa integrazione come quella già in vigore dal 2008, che copre l’80% degli stipendi effettivi (i piloti in cigs guadagnano anche più di 5-6mila euro netti al mese). Se ne discuterà al ministero del Lavoro.

Nel dare il via libera alla nascita di Ita il 10 settembre la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, ha detto che «Ita avrà una struttura di costi più sostenibile, soprattutto per i costi del lavoro e della flotta», avrà «nuovi contratti di lavoro, basati su condizioni di mercato. (…) Ita sarà una compagnia diversa da Alitalia. Decollerà come una compagnia snellita. Questo è cruciale per la sostenibilità a lungo termine di Ita».

I rapporti con la principale compagnia italiana sono un tema caldo per gli aeroporti. «Non si può continuare ad ignorare che il vettore da tempo non paga i gestori aeroportuali e che i crediti hanno assunto dimensioni non più sostenibili», è l’allarme lanciato da Borgomeo. Borgomeo ha rilevato l’urgenza per i gestori di ricevere le risorse del Fondo di compensazione di 800 milioni stanziato dal precedente governo per i danni da Covid tra marzo 2020 e gennaio 2021. La Commissione Ue il 26 luglio ha approvato «lo schema di compensazione di 800 milioni», ma i fondi non sono ancora stati erogati. Devono essere completati i passaggi con Enac e Mims. C’è inoltre un cavillo che preoccupa: la Ue ha approvato lo schema complessivo di 800 milioni, ma riferendosi ai danni patiti da marzo al 14 luglio 2020, con danni che devono essere accertati puntualmente. Questo significa che gli aeroporti rischiano di ricevere meno degli 800 milioni stanziati (di cui 65 milioni per gli handler) se il periodo non verrà «esteso almeno fino a gennaio 2021», ha chiesto Borgomeo. «La capienza c’è, le perdite del settore arrivano a 1,5 miliardi», dice il presidente di Assaeroporti. «È vitale che la procedura si completi entro l’anno».

I dati preliminari di traffico di agosto confermano la tendenza al recupero. Il volume complessivo negli scali nazionali ha raggiunto quasi il 65% dei livelli pre-Covid. Grazie al turismo è migliore l’andamento nelle isole e nel Sud, con il 75% dei passeggeri del 2019 in luglio e oltre l’87% in agosto.

Borgomeo ha detto che «il sistema aeroportuale ha già da tempo raccolto anche la sfida della sostenibilità. La nostra linea è di predisporre progetti di alta qualità e imemdiatamente cantierabili per sostenere nuovi investimenti a partire dalla transizione ecologica e digitale». Questo sforzo «deve misurarsi con una contraddizione: le istituzioni _ osserva _ ci spingono a investire per la sostenibilità ma ci escludono dai finanziamenti pubblici».

Rimane la distanza tra Borgomeo e due grandi associati, Aeroporti di Roma e Save Venezia. L’a.d. di Save, Monica Scarpa, non ha accettato la nomina nel consiglio diretivo di Assaeroporti. L’a.d. di AdR, Marco Troncone, non ha accettato la carica di vicepresidente vicario, pur restando nel direttivo, anche se non si fa vedere. Secondo fonti qualificate, la data dell’assemblea era stata concordata da Borgomeo anche con Troncone, che ha disertato. AdR e Save hanno costituito l’associazione Aeroporti 2030, per ora di fatto inattiva. Resta lo spauracchio di una scissione di Assaeroporti. AdR ha concluso un accordo per la sostenibilità energetica con Enel, un altro è in arrivo con Eni sui biocarburanti.

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