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Alitalia nelle mani della troika

Si apre una fase molto difficile per Alitalia. Dopo la richiesta avanzata dall’assemblea degli azionisti di procedere all’amministrazione controllata, il governo ha avviato di fatto la procedura nominando i tre commissari straordinari: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Sono loro che si occuperanno delle sorti della compagnia aerea, dopo che il referendum sindacale ha respinto il piano di ristrutturazione.

La compagnia, intanto, ha assicurato che i voli proseguiranno come previsto.

Proprio per assicurarne la continuità l’esecutivo ha varato un prestito ponte da 600 milioni di euro che verrà erogato, ha spiegato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, a condizioni di mercato: l’Euribor più mille punti base. Più di così non si poteva fare, ha osservato il ministro

Il premier Paolo Gentiloni ha escluso nuovamente qualsiasi ipotesi di nazionalizzazione: «Deve essere molto chiaro che gli obiettivi che ispirano la decisione di amministrazione straordinaria di Alitalia sono quelli di rispondere a esigenze di mantenimento di un patrimonio aziendale, ma non sono quelli di immaginare una rinazionalizzazione della compagnia. Da parte nostra (il prestito ponte, ndr) è un atto di responsabilità di chi deve garantire alcuni diritti acquisiti e servizi fondamentali. La continuità, seppur in un periodo di amministrazione straordinaria, fa parte dei doveri del governo».

È durato quindi appena tre anni il salvataggio di Alitalia da quando Etihad entrò nell’azionariato. La stessa compagnia emiratina ha evidenziato il proprio «rammarico» per la situazione che si è venuta a creare. «Abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per supportare Alitalia in qualità di azionista di minoranza», ha dichiarato il presidente e amministratore delegato James Hogan, «ma è chiaro che la compagnia ha bisogno di una ristrutturazione profonda e su vasta scala per sopravvivere e crescere in futuro. Senza il supporto di tutti gli stakeholder a questo processo di ristrutturazione, non potremo continuare a investire. Per questo appoggiamo la decisione del consiglio di amministrazione di Alitalia di richiedere l’ammissione all’amministrazione straordinaria».

Intanto c’è preoccupazione fra i sindacati, anche se la Filt Cgil si dice certa che vi sia «ancora spazio, nella continuità aziendale, per trovare strade alternative a esiti disastrosi per il paese e i lavoratori».

Il ministro dei trasporti Graziano Delrio ha sottolineato che il governo «vuole garantire i voli, l’occupazione e trovare chi vuole investire in questa compagnia che per noi ha ancora un futuro». Il compito dei commissari è «trovare qualcuno che entri nel capitale, risanare alcune cose e accompagnare verso nuovi investitori: è necessario trovare investitori che credano in questa avventura». Delrio ha aggiunto che le debolezze di Alitalia non dipendono dalla presenza delle low cost, «ma da strategie di posizionamento sbagliate su un mercato, quello del trasporto aereo, che continuerà a dare grandi opportunità negli anni: siamo convinti che si potranno trovare investitori interessati».

Dal canto suo, Calenda ha ricordato che i tre commissari avranno «un mandato ampio rispetto alle possibilità operative ma limitato nei tempi. Il mandato è chiaro: a breve i commissari dovranno aprire alle manifestazioni di interesse per individuare il potenziale acquirente».

Giacomo Berbenni

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