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Alitalia, nel Dl fiscale l’ennesimo prestito ponte

La boccata d’ossigeno per far volare Alitalia, in attesa che si perfezioni l’offerta vincolante del consorzio Fs-Atlantia-Mef-Delta dopo la richiesta di una nuova proroga da parte dei due soci italiani, arriva con il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, nell’ultima bozza del provvedimento licenziata “salvo intese” dal Cdm sarebbe spuntato il prestito ponte per garantire il prosieguo delle attività dell’ex compagnia di bandiera fino al closing della partita.

L’articolo 52 della bozza prevede che venga concesso ad Alitalia e altre società del gruppo in amministrazione straordinaria «per le loro indilazionabili esigenze gestionali» un nuovo finanziamento a titolo oneroso con decreto del ministero dello Sviluppo Economico di concerto con l’Economia. Al momento, la cifra indicata sarebbe di 350 milioni per sei mesi: il tempo necessario per far sì che la nuova Alitalia – sempre che l’offerta vincolante arrivi nel giro di qualche settimana – diventi operativa una volta esauriti tutti i passaggi autorizzativi necessari. Il finanziamento sarebbe concesso «con l’applicazione di interessi al tasso Euribor a sei mesi pubblicato il giorno lavorativo antecedente la data di erogazione, maggiorato di mille punti base», e restituito «in prededuzione, con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura, entro sei mesi dalla erogazione, e, in ogni caso, entro 30 giorni dall’intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali».

Fin qui la norma, la cui declinazione ruota adesso attorno all’individuazione delle possibili coperture che l’esecutivo sembrerebbe intenzionato a trovare per dare più tempo alla trattativa. Nel documento condiviso dai due gruppi dopo i cda di martedì e inviato al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e alla terna commissariale (Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari), Fs e Atlantia hanno chiesto, come detto, una proroga per ulteriori approfondimenti: «fino a otto settimane di negoziazione prima di poter presentare una eventuale offerta vincolante».

Dal punto di vista procedurale, il boccino è ora nelle mani dei commissari che dovranno esaminare la missiva e trasmettere poi al Mise lo stato dell’arte e le indicazioni pervenute dagli attori in campo. «Siamo in attesa di avere comunicazioni perché noi dobbiamo lavorare sugli atti e non sulle dichiarazioni. A quel punto col ministro Patuanelli si deciderà come proseguire», ha spiegato ieri il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla Camera dove ha anche chiarito che le revisioni delle concessioni autostradali «devono essere realizzate con degli obiettivi e non devono essere punitive nei confronti di qualcuno».

Fs e Atlantia restano dunque alla finestra in attesa della risposta del governo. E intanto Lufthansa sembra volersi sfilare definitivamente dai giochi e ieri ha ribadito la disponibilità «per una partnership commerciale». Niente di più, almeno per ora. Se dunque la dilazione verrà accordata, il confronto ripartirà da Delta: i punti da chiarire sono ancora diversi, a partire dal “peso” del vettore nell’azionariato della newco. Finora gli americani si sono impegnati a entrare con il 10%, ma il supplemento di confronto chiesto da Fs e Atlantia servirà, tra l’altro, anche capire se quella quota può arrivare fino al 12-15 per cento.

Celestina Dominelli

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