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Alitalia, Montezemolo alla presidenza

Alihad prende forma e si prepara al decollo. I vecchi soci di Cai, in queste ore, hanno individuato in Luca di Montezemolo il profilo del presidente della newco che nelle prossime settimane nascerà e segnerà l’ingresso col 49% di Etihad lasciando la maggioranza del pacchetto agli azionisti italiani.

A quel punto l’assemblea dei soci della nuova Alitalia formalizzerà le proprie scelte sui vertici. Il nome dell’ex presidente della Ferrari era stato indicato a varie riprese nel corso della lunga trattativa tra le compagnie, grazie anche ai buoni rapporti intrattenuti negli anni con gli sceicchi di Abu Dhabi, proprietari del vettore emiratino.
E il fatto che venga speso, sia pure in forma non ancora definitiva, un nome di prestigio, viene interpretato come un chiaro segnale distensivo verso l’Unione europea che sta passando al setaccio il dossier Alihad. Con due italiani al vertice (Montezemolo e Silvano Cassano in veste di ad) e James Hogan (numero uno di Etihad) nel ruolo di vice presidente, la Ue non potrà non prendere atto della continuità di un azienda che resta saldamente, almeno ufficialmente, col tricolore sul timone.
Ma nonostante l’indicazione (ancora informale) Montezemolo non avrebbe sciolto le riserve sul suo ingresso. A quanto si apprende da fonti vicine al manager, che si sente “lusingato” di essere in cima alla lista delle scelte dei soci, non ci sarebbero ancora certezze o valutazioni definitive maturate sul suo ingresso in Alitalia. Un passo più deciso potrebbe arrivare solo al momento della indicazione vera e propria da parte della newco. Insomma, le strade e le offerte che Montezemolo ha di fronte potrebbero anche portarlo fuori dalla rotta di Alitalia. E mentre Bruxelles si accinge a dare il via libera al matrimonio (che molti danno per scontato e atteso per metà novembre) Etihad ed Alitalia stanno accelerando sull’integrazione. Nel mirino della Ue ci sarebbero degli slot utilizzati in alcuni aeroporti europei giudicati come “doppioni” e che quindi la Commissione europea potrebbe decidere, contestualmente al semaforo verde all’operazione, di mettere dei paletti su alcune rotte soprattutto nel Nord-Est Europa dove si sovrappongono i vettori “parenti” di Alitalia, ovvero Air Serbia e Air Berlin.
Ma nel futuro di Alitalia ci sono, proprio in queste ore, anche i licenziamenti e il ricollocamento di lavoratori di stanza a Fiumicino. Visto il clima avvelenato e le polemiche esplose negli ultimi giorni, Etihad cerca di sottolineare anche la volontà di procedere sulla strada del piano di reclutamento di nuovi piloti (ne serviranno diverse centinaia nei prossimi anni).
In queste ultime settimane la compagnia di Abu Dhabi ha selezionato 40 comandanti provenienti da Alitalia. Nell’ambito di una “campagna internazionale” che porterà all’assunzione di almeno 500 o 600 capitani e primi ufficiali nei prossimi 5 anni, i piloti italiani prescelti in questa prima fase sarebbero 40. I nuovi assunti sono in una fase interal media e sono in procinto di passare in Etihad. I primi 38 inizieranno a prestare servizio entro la fine di quest’anno, gli altri restanti due saliranno in cabina nel corso dei primi mesi del 2015.
Una meta, quella del Golfo, che forse non sarà paragonabile bel Paese ma che per molti professionisti del volo rappresenta, visti i contratti offerti, una grande opportunità e un’alternativa alla cassa integrazione. Etihad propone infatti un buonissimo stipendio, benefit ai comandanti e alle famiglie che rappresentano un motivo in più per tentare l’esperienza di vita in un Paese arabo.
Ad esempio, il salario concesso ad un capitano fresco di nomina arriva a toccare i 7.700 euro al mese con incrementi annui pari al 2% dello stipendio fino al quarto anno di attività e del 3% dal quinto in poi. Inoltre fanno parte del pacchetto di “benvenuto” ai piloti di tutto il mondo 11 euro per ogni ora volata con pasti pagati da 2,5 a 5 euro per ogni ora (a seconda del Continente) più appartamento o villa a disposizione per un corrispettivo annuo di 37.200 euro. Inoltre è garantita l’iscrizione a scuola per i figli (fino a 7.900 euro per la primaria e 12.000 euro per la secondaria fino ad un massimo di 4 figli). I riposi, infine: sono 42 i giorni di ferie l’anno.
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