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Alitalia, missione ad Abu Dhabi Etihad al fianco di Air France

ROMA — Un inedito duo francoarabo, potrebbe prendere in mano la cloche di Alitalia. Le indiscrezioni delle ultime ore stanno svelando i contorni di un patto tra Air France e Etihad per salvare la compagnia italiana affidando il comando ai manager transalpini e l’onere di una parte degli investimenti necessari per strappare Alitalia dalla morsa del fallimento, ai danarosi emiri di Abu Dhabi.
Ecco gli eventi che nelle prossime ore potrebbero cambiare lo scenario davanti al quale si muove il numero uno del vettore romano. Gabriele Del Torchio, durante il fine settimana, volerà negli Emirati Arabi Uniti, la “casa” di Etihad, dove ne incontrerà i vertici. Air France, dal canto suo,
dovrebbe rivelare una volta per tutte i suoi piani per Alitalia: fonti vicine al dossier non nascondono l’ipotesi che Parigi possa presto annunciare un deciso passo in avanti dei transalpini nella compagnie azionaria, forse già al termine di un cda che si terrà lunedì.
La missione di Del Torchio ad Abu Dhabi, intanto, punta a strappare ad Etihad una lettera di intenti che metta nero su bianco la loro volontà di entrare nel capitale Alitalia nei prossimi mesi e comunque da novembre in avanti, quando scadranno gli ultimi vincoli che limitano la cessione
di quote azionarie da parte dei soci della compagnia.
L’impegno scritto di Etihad permetterebbe al manager di andare in cda giovedì prossimo con maggiori garanzie da mettere sul tavolo e di bussare alla porta delle banche disposte a prestare denaro fresco portando un supporto finanziario con alle spalle un garante di lusso. Nel contempo i francesi potrebbero procedere ad un aumento di capitale (dell’ultimo da 150 milioni ne mancano all’appello circa 60, non sottoscritti). In questo modo il duo arabo-transalpino, prenderebbe in mano con pochi spiccioli una compagnia che vanta una flotta molto competitiva in fatto di età media e preziosi slot a Fiumicino. Per gli Emirati questo sarebbe un bel colpo d’immagine in una Europa che ha già visto gli sceicchi fare shopping a prezzi di saldo: dopo l’ingresso in Air Berlin, Air Lingus, e l’acquisizione del 40% di Air Seychelles, Alitalia sarebbe un fiore all’occhiello per gli arabi che stanno mettendo a punto una strategia di rapida espansione.
Davanti al cammino di Del Torchio c’è però una strada particolarmente accidentata e i tempi per un deciso cambio di passo sono strettissimi: perché la liquidità della compagnia è ormai agli sgoccioli e urgono provvedimenti d’urgenza per rastrellare in pochi giorni oltre 300 milioni di euro per non fallire. E visti i precedenti, resta il timore di un drammatico passo indietro in zona Cesarini di una Air France col fiato corto per colpa della crisi.
Le difficoltà del settore in Italia, peraltro, ieri sono state messe in evidenza anche da Cgil, Cisl e Uil che chiedono «ammortizzatori sociali adeguati a gestire la profonda fase di ristrutturazione in corso». Un allarme lanciato anche dall’ente vigilante sul settore: per il numero uno dell’Enac Vito Riggio, «Alitalia e Meridiana vivono una situazione oggettivamente difficile che seguiamo con particolare attenzione».

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