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Alitalia messa in vendita a pezzi Atitech in pole per la manutenzione

Un pezzo della vecchia Alitalia commissariata potrebbe finire a Capodichino, alle porte di Napoli. L’Atitech, azienda presieduta da Gianni Lettieri che fa manutenzione di aerei, è considerata il candidato più accreditato ad acquisire la maggioranza dell’attività di manutenzione di Alitalia, basata all’aeroporto di Fiumicino, con un migliaio di dipendenti.

Ci sarebbero già dei contatti, benché non ci siano conferme ufficiali. L’intesa di massima raggiunta a Bruxelles due giorni fa dal governo con la commissaria Margrethe Vestager sul lancio della nuova compagnia Ita prevede che la società non potrà acquisire la maggioranza della manutenzione. Ita potrà partecipare alla gara di vendita bandita dai commissari, ma solo per una quota di minoranza.

Anche le attività di handling, più di 3mila addetti a Fiumicino, saranno messe in vendita. Ita potrà acquisire la maggioranza, dovrà però partecipare alla gara e i bandi dovranno essere aperti anche ad altri interessati e trasparenti.

L’attività «aviation» verrà trasferita direttamente a Ita senza gara, ci sarà un negoziato per le valutazioni. Nel quadro delle intese di massima, i dettagli del piano per la nascita di Ita devono però essere messi a punto. Pertanto ci potrebbero essere sorprese sui punti non conosciuti. Ci sarà un negoziato tra i tecnici della Commissione Ue e del governo. Il via libera definitivo a Ita avverrà solo alla fine di questo confronto, che potrebbe durare alcune settimane. Per questo è probabile che Ita decolli solo a fine settembre.

Il governo e Ita mantengono coperti gli aspetti più critici del piano, come gli esuberi. In base ai 47 aerei previsti al decollo di Ita, è stato calcolato che solo 3.000-3.500 addetti passerebbero da Alitalia a Ita. C’è il rischio di 7.500 esuberi potenziali sugli 11mila dipendenti totali della compagnia. I commissari ieri hanno confermato il ritardo nel pagamento degli stipendi anche per il mese di maggio. Solo metà delle buste paga sarà versata oggi. «Stiamo lavorando per accelerare il pagamento del rimanente 50%, che sarà accreditato non appena avremo evidenza circa i tempi di erogazione delle risorse stanziate per la compagnia», hanno comunicato i commissari ai dipendenti.

C’è preoccupazione tra i sindacati. Su Alitalia «non abbiamo intenzione di accettare licenziamenti, la parola esuberi sarebbe il momento di toglierla», ha detto il segretario generale Cgil, Maurizio Landini. «Vorrei prima capire quali sono i contenuti di questo accordo». Sulla stessa linea Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil: l’accordo «è stato raggiunto con l’Europa e non con noi, non accetteremo riduzioni di personale e soprattutto vogliamo capire quale sia il piano industriale di questa azienda nazionale da rilanciare».

Da Bruxelles il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, ha detto: «La nuova Alitalia deve proporre un nuovo piano industriale, che terrà conto della situazione del mercato aereo, che oggi è ovviamente del tutto particolare, per la situazione pandemica mondiale, ma che offre anche delle possibilità di sviluppo».

Per Stefano Patuanelli, ex ministro del M5S per lo Sviluppo economico, ora alle Politiche agricole, è «normale» che Ita «parta con una riduzione» del personale, «ma l’obiettivo non è certo quello di fermarsi a seimila dipendenti».

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