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«Alitalia messa a terra dalle low cost, Ita dal braccio di ferro con la Ue»

«Le low cost hanno occupato gli spazi che ci sono». È questa la conseguenza del collasso di Alitalia, che ha finito i soldi e fa pochissimi voli. Ieri sono stati saldati gli stipendi di aprile, in ritardo.

E mentre Alitalia è al capolinea, «Ita non è ancora partita». Non c’è una compagnia nazionale che possa intercettare l’incremento di traffico dell’estate. Fabio Lazzerini, a.d. di Ita, ha tratteggiato questa situazione ieri alla commissione Lavori pubblici del Senato. Si espandono Ryanair, easyJet, Volotea, Wizz Air, Vueling.

Il futuro di Alitalia è nell’incertezza, per il braccio di ferro con la Ue. Bruxelles ha chiesto tagli e pesanti modifiche al piano industriale per autorizzare il decollo della nuova società pubblica Ita, con le attività di Alitalia. Non c’è dialogo tra Ita e i commissari Alitalia. «Non c’è un tavolo di coordinamento. Potremo sederci dopo aver avuto il via libera della Ue», si è schermito Lazzerini. Oggi è previsto un incontro di Alitalia con i sindacati e rappresentanti di Ita.

I senatori hanno chiesto: chi volerà dal primo luglio, Alitalia o Ita? «È importante intercettare la ripresa della stagione estiva. Questo non significa che Ita debba volare già il primo luglio. Potrebbe partire anche il 15 luglio, potrebbe partire più avanti», ha risposto Lazzerini. «È importante avere fin da subito un ruolo commerciale, per rassicurare il mercato, i biglietti si vendono in anticipo. Lo possiamo fare il giorno dopo che abbiamo avuto l’ok formale. Poi si capirà se vola Alitalia o Ita».

Stando a Lazzerini, il governo non ha ancora inviato a Bruxelles la nuova proposta richiesta della commissaria Ue, Margrethe Vestager. «Con Vestager abbiamo avuto interazioni fino al week end precedente tre lunedì fa. Poi c’è stato un incontro dei tre ministri a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio. Ci aspettiamo a breve un’indicazione di ripresa del negoziato o una soluzione. Quando Vestager ha detto “aspetto una proposta” è perché il governo ha preso un momento per condividere la strategia per risolvere questa tematica».

Centrale il tema Linate. La Ue chiede che metà degli slot di Alitalia vengano assegnati ad altre compagnie. Il motivo del Diktat è che Ita nel piano prevede di partire con flotta dimezzata, 47 aerei passeggeri, rispetto ad Alitalia. «Soprattutto gli slot sono uno dei temi del contendere. La Commissione _ ha spiegato Lazzerini _ insiste sulla correlazione tra dimensione della flotta acquistata e numero di slot passati. Il nostro punto di vista è che nel regolamento degli slot questo non è scritto. È uno dei temi di duro confronto». «Fiumicino è l’hub di Ita, Linate è un aeroporto fondamentale per il traffico business. Il no a Malpensa non è definitivo», ha detto.

La Ue non vuole che handling e manutenzione vengano vendute e non vadano a Ita (il cui piano prevede che entrino «soci privati da subito»).

Sul personale Ita farà «un nuovo contratto di lavoro, moderno», ma non dice quanti lavoratori assumerà, si parla di 3.000-3.500. In tal caso in Alitalia ci sarebbero 7.500 esuberi potenziali, anche piloti. «Lavoriamo sulle misure di accompagnamento dei lavoratori, ma anche per mantenere le certificazioni di piloti, tecnici, ingegneri, meccanici…». È da vedere quanti, tra coloro che non passano subito nella nuova società, potranno essere ripescati dal 2022, quando Ita prevede di crescere, concorrenza permettendo. «Siamo molto determinati a mantenere il dialogo istituzionale. Siamo alla fine di un’istruttoria della Commissione europea. Speriamo che la partita si chiuda presto favorevolmente per l’azienda e tutto il Paese», ha detto Francesco Caio, presidente di Ita sempre più part time. Dal 30 aprile è a.d. di Saipem, prima era presidente con deleghe limitate. Ieri ha dovuto «allontanarsi per un’urgenza», ha spiegato il presidente della commissione, lasciando l’audizione in anticipo.

Le sigle sindacali hanno organizzato per oggi una manifestazione a Roma in piazza del Popolo e un presidio a Fiumicino. Sullo sfondo l’ipotesi dell’affitto a Ita. «L’ipotesi affitto dei rami d’azienda non è mai stata formalmente sul nostro tavolo né con la Commissione né con l’azionista», ha detto Lazzerini. «Però il decreto lo prevede per cui è sicuramente un’opzione sul tavolo». Il traffico aereo mondiale rimane depresso per i passeggeri (-67,2% la domanda mondiale a marzo rispetto al 2019), ha detto la Iata, mentre per le merci a marzo è stato toccato il record storico, +4,4% rispetto a marzo 2019, pre-Covid.

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