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Alitalia, una maxi-cordata Air France-easyJet-Delta

Si sta configurando una maxi alleanza tra quattro candidati per l’acquisto di Alitalia. AirFrance-Klm, easyJet, Delta e Cerberus stanno lavorando alla creazione di una cordata ed hanno chiesto ai commissari di fissare un incontro la prossima settimana (si ipotizza il 22).
Lavoro non facile, tenere tutti insieme in una cordata, fanno notare fonti qualificate che seguono il dossier, secondo cui la maxi aggregazione potrebbe chiedere di trattare in esclusiva, ma la risposta dei commissari dipenderà da cosa potranno “mettere sul piatto”. C’è un precedente, come è noto, quello di Lufthansa, con cui non si è arrivati alla trattativa in esclusiva perchè la proposta è stata considerata insoddisfacente dai commissari e dal governo sotto il profilo degli investimenti e degli esuberi, e per la pretesa del Ceo Carsten Spohr di acquistare Alitalia solo dopo una pesante ristrutturazione della compagnia da parte dei commissari.
La cautela, dunque, è d’obbligo. Primo perchè sulle scrivanie di Ligi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, ancora non è arrivata alcuna proposta, ma siamo ancora al livello di una manifestazione di interesse. Ufficialmente, peraltro, sulla notizia della costituenda cordata arriva un “no comment” dai commissari. Esistono però degli incroci azionari, che fanno convergere gli interessi di alcuni pretendenti, considerando che Delta ha investito 450 milioni di dollari per acquisire il 10% di Air France-Klm, che a sua volta ha acquistato il 31% di Virgin Atlantic (controllato al 49% da Delta). Senza trascurare che nella lettera inviata ai commissari da easyJet si citava l’interesse anche di Air France che, a differenza della low cost britannica non figurava tra la trentina di pretendenti che avevano risposto al bando originario (secondo il bando la candidatura di nuovi soggetti è prevista in cordata con gli operatori che hanno preso parte alla prima fase della procedura). Un ruolo in questa operazione lo avrebbe anche il fondo d’investimento americano Cerberus, unico candidato a dirsi interessato ad acquisire l’intera Alitalia, ma che essendo extraUe non può ambire ad avere più del 49%, e deve allearsi con partner comunitari per ottenere il controllo.
Resta da vedere che impatto avranno le elezioni. I candidati di Alitalia sembrano intenzionati ad attendere dopo il 4 marzo per evitare di trattare con ministri diversi dagli interlocutori attuali. Cauto sull’eventualità di un’intesa prima del voto, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: «abbiamo sempre detto che ci deve essere un’offerta all’altezza e con prospettive di sviluppo. Al momento non ci sono le condizioni e continuiamo a lavorare». Anche Paleari, a margine di un convegno Enav, si è limitato a dire che «sulla vendita non dico nulla, la procedura va avanti», aggiungendo «la notizia che oggi mi interessa di più è la puntualità che per una compagnia aerea non è solo un fattore numerico, ma la dimostrazione di continuità aziendale ed efficienza organizzativa».
Il riferimento è ai dati di FlightStats, secondo cui a gennaio Alitalia è stata la compagnia più puntuale con il 91,89% dei voli atterrati in orario, seguita da Qatar Airways (87,88%) e Sout Africa Airways (87,47%). Nel 2017 con l’82,78% di voli atterrati in orario, Alitalia si è posizionata terza fra le principali compagnie europee e sesta fra le internazionali (prima Iberia con l’88,97 di voli puntuali). Da notare che Alitalia per puntualità si era attestata al 78,9% nel 2016 e al 75,3% nel 2015, anni in cui l’acronimo Alitalia era scherzosamente interpretato come “Always Late In Takeoff, Always Late In Arrival” (sempre in ritardo nei decolli e negli atterraggi).

Giorgio Pogliotti

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