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Alitalia, l’ultimo strappo tra i sindacati

Dopo giorni e notti di lunghe trattative al ministero dei Trasporti, Alitalia e sindacati, tranne la Uil e l’Ugl, firmano il contratto nazionale del volo, il contratto aziendale e il taglio al costo del lavoro da 31 milioni. Rimangono comunque contrasti tra le organizzazioni che rappresentano i lavoratori. Le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo (Anpac, Anpav e Avia) prendono tempo per verificare con la base l’intesa. 
Non cambia nel frattempo la posizione contraria del sindacato guidato da Susanna Camusso sull’accordo che riguarda gli esuberi nella trattativa con Etihad Airways. Sul «no» della Cgil interviene il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Ci sono tutte le condizioni per concludere l’accordo che la Cgil non può fermare».
Tornando al contratto, in mattinata è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a annunciare lo strappo: «Non credo che ci siano le condizioni perché il rush finale su contratto e costo del lavoro abbia un esito positivo. Il testo viola molti dei diritti dei lavoratori in Alitalia e non c’entra nulla con l’operazione Etihad». I contrasti sarebbero legati alla rappresentatività, uno tra i punti della trattativa in corso: la Uil si ritiene il sindacato con più iscritti in Alitalia (soprattutto tra piloti e assistenti di volo), ma in base alle attuali regole l’organizzazione guidata da Angeletti verrebbe penalizzata. Susanna Camusso taglia corto: «Alitalia è associata alla Confindustria e pertanto si applicano le regole del testo unico, in base al quale il 50% più uno dei sindacati deve avere il voto del 50% più uno dei lavoratori». Ma il segretario generale della Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi, insiste: «Ci sono seri problemi di legittimità su quello che stanno firmando: non mi pare ci sia il 50% più uno. Noi proporremo il referendum».
Sta di fatto che se l’intesa sul costo del lavoro dovesse fare risparmiare a Alitalia 31 milioni nel secondo semestre di quest’anno, restano dubbi sul valore dell’ennesimo accordo chiuso senza tutte le firme ai fini della trattativa tra la compagnia italiana e quella emiratina. È lo stesso ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, nel pomeriggio a drammatizzare l’eventualità di un mancato accordo, citando Tito Livio: «Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata». Poi però la firma, almeno quella di Filt Cgil e Fit Cisl arriva in serata. A sorpresa non ratifica il contratto nazionale, oltre alla Uil, anche l’Ugl, il cui segretario confederale, Gildo Rossi, spiega: «Il contratto è perfetto, ma qualcuno non ha voluto la mediazione e ha spaccato il tavolo». Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, commenta: «Ha deciso la maggioranza. Nessuno può pensare di avere poteri di veto».

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