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Alitalia e Lufthansa, vertice a Francoforte in attesa del Governo

Nuovo incontro tra i commissari straordinari di Alitalia e Lufthansa, il vettore che è il principale interessato all’acquisto (con spezzatino e 4-6mila esuberi) dell’attività di volo della compagnia.
Venerdì scorso, 23 marzo, secondo quanto Il Sole 24 Ore ha appreso da fonti confidenziali, i tre commissari Luigi Gubitosi (il quale è anche nel cda della società editrice di questo giornale), Enrico Laghi e Stefano Paleari sono volati da Fiumicino a Francoforte. Li ha accompagnati Carlo Nardello, il braccio destro di Gubitosi già alla Rai che, dal maggio 2017, è «chief of staff» dei commissari.
I commissari sono andati a incontrare il vertice di Lufthansa. Lo ha confermato Gubitosi in colloqui informali. Gubitosi avrebbe minimizzato la portata dei colloqui, precisando che si sarebbe parlato di manutenzioni e che la vendita di Alitalia è bloccata. Ma allora perché un tale dispiegamento di forze fino a Francoforte?
Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa, ha confermato di recente l’interesse per Alitalia. Il 6 marzo a Bruxelles Spohr ha detto al Sole 24 Ore: «La nostra posizione non è cambiata. Sono certo che la Commissione di Bruxelles aumenterà la pressione perché ci sia una soluzione. Non c’è più molto tempo per la ristrutturazione. Il nostro interesse non è sfumato. Ma ci deve essere una ristrutturazione». Anche i tedeschi si chiedono se il nuovo governo confermerà la procedura di vendita o tenterà altre strade.
Come riferito dal Sole 24 Ore il 7 marzo, secondo indiscrezioni il piano di Lufthansa avrebbe come conseguenza da 4mila a 6mila esuberi. Resterebbero fuori tra l’altro i servizi di terra, l’handling, gli uffici centrali. Il gruppo Alitalia ha 12mila dipendenti, di cui circa 1.500 in cigs.
I tedeschi pretendono che la ristrutturazione venga fatta prima della cessione dell’attività di volo, con un accordo sindacale. Dovrebbero cioè essere i commissari a fare i tagli e a consegnare a Lufthansa un’Alitalia “mutilata” e alleggerita di quasi metà del personale, con gli slot aeroportuali più preziosi, a Fiumicino, Linate e negli altri scali, e solo una parte della flotta. Ai tedeschi non interessano tutti i 120 aerei.
Sull’ostacolo dei tagli si è finora arenata la trattativa con Lufthansa. Ma neppure l’ipotesi alternativa che i commissari hanno cercato di far crescere, una cordata Air France-Klm con Delta e easyJet per il voli a medio raggio, risolverebbe il problema sociale.
All’indomani del viaggio a Francoforte, Gubitosi a Cernobbio ha detto: «Le scelte non vengono fatte dai commissari», ma «sono determinate dal Governo». «È il governo che decide e al momento noi continuiamo, c’è una scadenza al 30 aprile, poi si vedrà». Finché non ci sarà un nuovo governo, con pieni poteri, è improbabile che i commissari possano decidere sulla cessione di Alitalia. Molto probabile quindi un rinvio della scadenza del 30 aprile. Il nuovo governo dovrà decidere se confermare la cessione o tentare la carta dell’intervento pubblico nel capitale, anche attraverso la Cassa depositi e prestiti. Ipotesi rigettata dal precedente vertice Cdp guidato da Giovanni Gorno Tempini, perché Alitalia era ed è in profondo rosso e brucia cassa, ma che potrebbe tornare in auge. Un’altra partita da giocare anche con la Ue.

Gianni Dragoni

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