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Alitalia, Lufthansa torna alla carica. Nuovi incontri per rilanciare il piano

«Se Delta mette 100 milioni di euro e io metto 300 milioni dev’essere chiaro che comando io». Claudio Lotito ha annunciato le sue condizioni nei colloqui preliminari con chi segue la partita Alitalia. Dopo la presentazione della manifestazione d’interesse per entrare nella cordata guidata da Fs, il proprietario della Ss Lazio non è rimasto alla finestra. È stato contattato dall’advisor Mediobanca e ha avuto un primo incontro, la scorsa settimana, con Fs e consulenti.

Intanto Lufthansa è tornata alla carica. Il vettore guidato da Carsten Spohr ha rilanciato il suo progetto industriale, alternativo a quello di Fs-Delta e Mef, la cordata preferita dal governo cui però continua a mancare un quarto socio che versi il 40% circa del capitale della «Newco Nuova Alitalia», vale a dire circa 300 milioni. Manca il via libera del M5S all’accordo e alla «pax autostradale» con Atlantia, la società del gruppo Benetton, che sarebbe invece accettata dalla Lega.

I tedeschi non hanno smesso di tenere i rapporti con esponenti del governo, sponda Lega, anche dopo le disavventure gidiziarie dei due uomini con i quali avevano dialogato a lungo: il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri e il viceministro Edoardo Rixi. La scorsa settimana settimana è stato a Roma Joerg Eberhrardt, presidente e a.d. di Air Dolomiti.

L’interlocutore politico dei tedeschi è sempre la Lega. Anche perché l’ultimo approccio con il M5S, una lettera al ministro Luigi Di Maio un anno fa, non ha avuto risposta. I tedeschi sono fermi sul progetto che prevede un ridimensionamento della flotta Alitalia a 74 aerei, rispetto ai 117 attuali. Il piano Fs-Delta ridurrebbe la flotta di partenza della «NewCo» a circa 100 aerei. Lufthansa prenderebbe solo la parte «Aviation», non le attività di handling e manutenzione.

L’11 febbraio scorso un componente del cda tedesco, Harry Hohmeister, aveva detto che Lufthansa vede «circa 3.000 esuberi» in Alitalia e avvertito che «se tutto questo tira e molla durerà ancora a lungo, dell’orgogliosa Alitalia presto non rimarrà nulla». Agli esuberi dichiarati da Hohmeister si aggiungerebbero le incertezze su handling e manutenzione, dunque ulteriori potenziali esuberi, che potrebbero arrivare a 5.000.

Secondo fonti finanziarie i tedeschi potrebbero forse ammorbidire un po’ la proposta, ma prima vorrebbero un gradimento del governo. Lufthansa non ha mai presentato un’offerta ai commissari per Alitalia, però di fronte alle indiscrezioni sul piano di Delta e Fs ritiene che la sua proposta industriale non sia molto diversa.

I sindacati vedono nel progetto Lufthansa un sostanziale dimezzamento della compagnia. Non sono entusiasti neppure del piano Fs-Delta, nel quale ci sarebbero da 2.000 a 2.500 esuberi nell’intero perimetro di Alitalia. Il problema più serio però è l’immobilismo su questo versante, per la mancanza di passi avanti politici nel tentativo di accordo per imbarcare Atlantia.

Non sembra concreta la possibilità di avere altri soci. Dalla riunione preliminare di Fs con Lotito non si può capire, raccontano fonti finanziarie, se il patron della Lazio abbia delle chance per entrare nella complessa operazione o se la sua mossa sia invece destinata ad esaurirsi, come ritengono in molti, come un petardo sparato allo stadio. Peraltro Lotito deve comunicare risposte sulla struttura finanziaria e sul finanziamento dell’operazione.

Nel rinviare al 15 luglio la data per l’offerta di Fs il ministero dello Sviluppo economico, sentiti i commissari, ha chiesto a Fs di interpellare anche gli ultimi gruppi che hanno manifestato interesse.

Così anche Riccardo Toto ha avuto un secondo incontro con Fs il 14 giugno, dopo quello preliminare di fine maggio. Nei giorni scorsi ci sono stati contatti tra Toto e Atlantia per studiare l’eventualità di unirsi, ma senza esito. E adesso c’è il ritorno di Lufthansa.

Gianni Dragoni

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