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Alitalia, Lufthansa più vicina

L’ultima finestra di opportunità per Lufthansa. E l’attesa di Delta per capire se da oggi in poi comincia un’asta — auspicata dai partner italiani — per una compagnia in amministrazione straordinaria da oltre due anni e mezzo. Dopo il consiglio di amministrazione di ieri sui conti trimestrali, stamattina la compagnia tedesca potrebbe formalizzare il via libera ad un investimento nel capitale di Alitalia per una cifra «attorno ai 150 milioni», più dei 100 milioni messi a disposizione da Delta che al Corriere ribadisce l’interesse a prendersi il 10% della newco.

Il condizionale sulle mosse tedesche è però d’obbligo perché il semaforo verde di Lufthansa deve vedersela prima con due ostacoli: lo sciopero di 48 ore del sindacato indipendente Ufo (1.300 voli cancellati oggi e domani) e il possibile esubero di 500 dipendenti di Austrian Airlines, una delle compagnie del gruppo.

Sul fronte italiano da diversi mesi c’è un doppio tavolo su Alitalia guidato da Ferrovie dello Stato (con Delta) e coadiuvato da Atlantia (con Lufthansa), proprio per trovare la soluzione migliore. Il nuovo prestito-ponte da 400 milioni collegato alla manovra di Bilancio assicura ulteriori sei mesi di operatività alla compagnia, ma è chiaro che il termine del 21 novembre per la presentazione dell’offerta non può essere posticipato di molto (sarebbe l’ottava proroga), al massimo qualche giorno. Lo hanno fatto intuire i commissari Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari ieri in audizione alla Camera. Anche perché, come ha chiarito Paleari, «entro questo mese bisognerà depositare alla Iata (l’associazione internazionale dei vettori, ndr) i programmi di volo per la stagione estiva 2020» ed è necessario capire quale sarà la compagine sociale di Alitalia per l’anno prossimo.

Se dovesse arrivare l’ok ad un investimento in equity da parte dei tedeschi resterebbero ancora diversi nodi, da sciogliere in due settimane e al netto di un rilancio di Delta che nelle ultime ore ha dovuto rivedere il suo approccio dopo aver dovuto «subire» l’acquisto dell’alleata spagnola Air Europa da parte della rivale Iag, l’holding di British Airways, Iberia, Vueling, Aer Lingus. Il primo nodo tedesco riguarda gli esuberi: Lufthansa ne ipotizza 5-6 mila, Fs-Atlantia non ne vogliono oltre 2.800. Il secondo nodo riguarda la necessità di un accordo con i sindacati prima della presentazione dell’offerta.

I commissari ieri hanno fatto luce sui conti. Nel primo semestre dell’anno i ricavi ammontano a 1,44 miliardi di euro (+3% sullo stesso periodo del 2018). L’Ebitda peggiora a -164 milioni per l’aumento del costo del petrolio. «Nel 2019 le entrate saranno superiori a 3 miliardi», stima Paleari. In cassa al 31 ottobre c’erano 315 milioni, 5 milioni più di settembre. Ma 215 milioni sono la metà degli anticipi dei biglietti venduti per i voli futuri.

Leonard Berberi Fabio Savelli

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