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Alitalia, Lufthansa non cede Da Atlantia tre condizioni

Lufthansa è molto interessata al mercato italiano e a integrare Alitalia nella sua rete con una partnership commerciale, ma non prende impegni per entrare come azionista nella Nuova Alitalia. Potrà esaminare successivamente se entrare nel capitale.

Questo il succo degli incontri ieri a Roma del numero due di Lufthansa, Harry Hohmeister. Il Chief commercial officer network airlines tedesco ha incontrato una delegazione di Fs (non c’era l’ad Gianfranco Battisti), poi si è spostato nella sede di Atlantia in via Bergamini, dove ha visto il direttore generale, Giancarlo Guenzi. Il messaggio del manager tedesco ha trovato un’accoglienza tiepida alle Fs, perché la condizione per aprire una trattativa – Battisti lo aveva già scritto a Lufthansa – è un impegno ad entrare nel capitale della Nuova Alitalia, come quello preso da Delta (che Lufthansa vorrebbe scalzare).

Nella holding dei Benetton invece c’è maggior interesse nel valutare le parole dei tedeschi. Uno dei grandi azionisti, Luciano Benetton, giovedì scorso aveva elogiato Lufthansa, quando non era ancora di dominio pubblico la lettera con la proposta di «partnership commerciale» con Alitalia.

Luciano Benetton ne era già informato? Non ci sono conferme. Ma secondo indiscrezioni – come Il Sole 24 Ore ha riferito l’11 ottobre – prima di dimettersi da ad di Atlantia (17 settembre), durante l’estate Giovanni Castellucci ha avuto contatti con Lufthansa, per studiare un «piano B» per Alitalia, senza Delta.

La visita del numero due di Lufthansa a Roma al momento non cambia le carte della partita Alitalia. Oggi scade il termine per la presentazione dell’offerta vincolante di acquisto delle attività di Alitalia ai commissari della compagnia. Non ci sarà alcuna offerta perché manca un accordo tra Fs-Delta e Atlantia. I cda di Atlantia e Delta si riuniscono oggi in contemporanea. Si profila un compromesso in vista della richiesta che il capocordata, Fs, dovrà presentare ai commissari e al Mise per chiedere una nuova proroga per l’offerta, di almeno due-tre settimane (sarebbe la settima).

Atlantia oggi dovrebbe deliberare l’impegno a partecipare alla costituzione del consorzio con Fs che dovrebbe fare l’offerta se si realizzeranno tre condizioni: un miglioramento della proposta di Delta, sia alzando la quota di capitale rispetto al 10% (che vale 100 milioni), sia nell’accesso di Alitalia alle rotte Nord Americane; un intervento del governo per dare liquidità ad Alitalia con altro denaro pubblico (si stima 300 milioni); gli ammortizzatori sociali per i 2.000 esuberi previsti. Con questo «impegno» di Atlantia, comunque non vincolante, le Fs potranno motivare la richiesta di proroga.

La senatrice del M5S Giulia Lupo, che nei giorni scorsi ha detto di aver sollecitato la mossa dei tedeschi, ieri ha incontrato Hohmeister e ha detto: «La partnership commerciale proposta da Lufthansa per Alitalia dà più risultati di quelli che possono dare i 100 milioni di Delta senza alleanza: si creerebbe un network più nuovo e più ampio». E questo aumenta la confusione. Perché per Fs se i tedeschi non entrano nel capitale non potranno giocare la partita.

Gianni Dragoni

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