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Alitalia, Lufthansa non cambia rotta: solo accordi

Se il 2020 è stato un anno da dimenticare per il settore del trasporto aereo, anche quello in corso non fa ben sperare. I dati della prima compagnia aerea europea, la tedesca Lufthansa vanno in questa direzione: l’anno si chiude con una perdita record di 6,7 miliardi di euro (contro un utile di 1,2 miliardi nel 2019) e un fatturato crollato del 62,7% a 13,8 miliardi di euro, un anno drammatico mentre la ripresa continua a ritardare. La compagnia è convinta che potrebbero essere necessari almeno cinque anni per recuperare l’anno nero della pandemia. Un tono più pessimista rispetto a qualche mese fa quando il vertice della compagnia si era detto convinto che il settore avrebbe potuto riprendersi entro il 2024. Oggi si torna ad una fase attendista con la capacità del vettore che continuerà a contrarsi, aumenteranno le dismissioni di aerei per fare cassa portando la flotta a circa 650 aerei entro il 2023, mentre la ripresa è apppesa ai vaccini. Lo stesso amministratore delegato, Carsten Spohr ha affermato che potrebbe ancora esserci una ripresa del traffico passeggeri quest’estate, ma solo se verrann somministrati abbastanza vaccini. Tra le voci positive quella della divisione cargo che tuttavia ha solo in parte compensato le perdite della divisione passeggeri. Le buone notizie sono che anche quest’anno il boom del cargo continuerà. Dismissione delle controllate non strategiche e controllo della liquidità che continuerà ad essere utilizzata per l’emergenza, circa 300 milioni al mese nel primo trimestre del 2021. «Ci aspettiamo che la domanda riprenda non appena le restrizioni ai viaggi saranno ridotte – ha detto Spohr in un comunicato -. L’obiettivo è di rendere i certificati di vaccinazione e test riconosciuti a livello internazionale e sostituire i divieti di viaggio e la quarantena». Una situazione di attesa che fa dire a Lufthansa di attendersi per l’anno in corso una perdita inferiore a quella del 2020. Il lungo raggio continua ad essere in sofferenza e sarà l’ultimo comparto a riprendersi, essendo legato ai viaggi d’affari. Nel corso di una conference call con gli analisti, il ceo ha detto che la compagnia che emergerà da questa crisi sarà più piccola ma più agile parlando di ridimensionamento della società: in un anno la forza lavoro è scesa del 20% portando a 110.065 dipendenti. In Borsa, il prezzo del titolo Lufthansa è sceso del 3,2%, ma dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 18% sulle notizie dell’arrivo dei vaccini dopo avere perso un terzo del valore nel 2020. Le restrizioni ancora in corso tra i principali paesi europei non fanno ben sperare in una ripresa della stagione estiva se la compagnia vaccinale non accelera. Lufthansa si attende attivare tra il 40% e il 50% della capacità offerta nel 2019 al di sotto di quanto comunicato in precedenza tra il 40% e il 60%.

Infine, rispondendo a una domanda di un analista su Alitalia, Sphor ha affermato «non abbiamo cambiato la nostra posizione: cooperazione commerciale assolutamente si, siamo il primo vettore a lungo raggio e l’Italia è il nostro mercato più importante dopo gli Usa, ma investimento chiaramente no. Sono solo i media italiani che riportano l’interesse» per Alitalia del gruppo Lufthansa.

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