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Alitalia, Lufthansa insiste

ROMA Sono due le cifre che restituiscono la dimensione del progetto per l’ennesimo salvataggio di Alitalia. Anche nell’ultimo anno l’ex compagnia di bandiera ha bruciato 300 milioni di euro, a ricordare che l’attività del vettore macina in perdita è il neo commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, che per la prima volta interviene in audizione alla Camera in commissione Trasporti. Ma a Montecitorio ieri è stato ascoltato anche Joerg Eberhart, responsabile per conto di Lufthansa del dossier Alitalia e numero uno di Air Dolomiti. Eberhart ha spiegato che la cura per la compagnia italiana è quella di un profondo risanamento, aggiungendo — ecco la seconda cifra — che una partnership commerciale con i tedeschi permetterebbe ad Alitalia di beneficiare di «un risultato di 100 milioni di euro in più all’anno».

Lufthansa, insomma, tratteggia un suo ruolo fissando però alcuni paletti: nessun intervento diretto, avvio da subito di una partnership, centralità dello scalo di Fiumicino come grande hub, inizio di un ampio e pluriennale «risanamento a 360 gradi». Con queste condizioni Eberhart prospetta un risultato di medio lungo termine. «Alitalia e Lufthansa avrebbero insieme una buona opportunità di creare il sistema dell’aviazione più forte d’Europa, in cui Alitalia sarebbe un partner paritario in grado di competere a livello mondiale», dice ai parlamentari italiani. Il quadro da cui il governo e il commissario straordinario intendono ripartire deve, come in passato, fare i conti con gli attacchi dell’opposizione, che denuncia lo stallo, e, soprattutto, con i numeri: l’ennesimo prestito ponte (dopo i 900 milioni del 2017) da 400 milioni garantisce la continuità aziendale per poco più di un anno. Leogrande è cauto sulla proposta di Lufthansa, perché sa che per salvare Alitalia è indispensabile un partner pronto a iniettare capitale nelle casse del vettore, non a caso ha già detto che la prossima settimana, oltre a Lufthansa, incontrerà gli americani di Delta. Nel frattempo alla guida di Alitalia in veste di direttore generale arriverà da oggi Giancarlo Zeni, sarà lui a redigere con Leogrande un nuovo piano industriale.

Il contesto allarma i sindacati che chiedono un incontro urgente con il commissario e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Ieri, del resto, per conto dell’esecutivo è stata proprio De Micheli a intervenire in commissione.«Il Governo ha come priorità il mantenimento dell’occupazione», ribadisce e poi aggiunge che il termine del 31 maggio per l’uscita dall’amministrazione straordinaria dovrà essere rispettato. Oggi in commissione Trasporti è atteso il numero uno di Fs, Gianfranco Battisti.

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