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Alitalia, l’estate appesa a un filo: il decollo a luglio è già in forse

«Per partire il primo luglio bisogna partire la prossima settimana con tutte le attività pianificate». Per il decollo operativo di Ita, la Newco pubblica che si candida ad acquisire le attività di Alitalia, ma non ha il via libera Ue, i tempi si fanno stretti. E Fabio Lazzerini, a.d. della Newco, ieri alla Camera ha detto che ci potrebbe essere un nuovo rinvio, al primo agosto.

A quel punto, la stagione estiva sarebbe perduta, perché i biglietti si vendono in anticipo. «Indipendentemente da quando cominciamo a volare, che sia il primo luglio, il primo agosto… è importante quando prendiamo il controllo commerciale dell’azienda», ha detto Lazzerini rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni Trasporti e Attività produttive. «Offriamo ad Alitalia la possibilità di un accordo commerciale, almeno prendiamo la responsabilità commerciale, come Gsa. Così possiamo vendere i biglietti, fare accordi con i tour operator. Se poi inizieremo a volare ad agosto ci sarà l’Alitalia che intanto volerà».

Si accumulano ritardi. Lazzerini ha tentato di dare la colpa ai commissari, soprattutto a Giuseppe Leogrande («il 28 gennaio avevamo inviato una manifestazione d’interesse per acquisire tutte le attività di Alitalia all’allora commissario unico, non ci ha mai risposto»). Anche Ita ha ritardato il varo del piano industriale. Nominato dal Mef il 30 ottobre scorso, il cda ha fatto melina, rallentando il varo del piano fino a pochi giorni prima di Natale. Lazzerini e il presidente Francesco Caio puntavano a far decollare Ita solo da aprile 2021, per scaricare su Alitalia le perdite dei mesi invernali, appesantite dal Covid. Ma la Ue ha bocciato il piano di Ita, i tempi si sono dilatati, Alitalia ha finito i soldi e i dipendenti sono senza lo stipendio di aprile. I 50 milioni promessi dal governo, nel decreto approvato il 21 aprile, non sono ancora arrivati alla compagnia.

«Ci vogliono 20-90 giorni per essere operativi dal via libera della Ue», ha detto Lazzerini. Poi si è corretto: «60-90 giorni». L’ipotesi di un accordo commerciale tra Ita e Alitalia è bizzarra. Si rischia di creare un pasticcio. Il 26 aprile i vertici di Ita hanno scritto una lettera, destinata via mail ai commissari Alitalia. Fonti di Ita l’hanno veicolata a diversi giornali che ne hanno riferito il giorno seguente. «La nostra società manifesta l’intento di sottoscrivere (…) un contratto preliminare di compravendita per l’aviation che preveda il pagamento di un anticipo in conto prezzo» e «un contratto definitivo con pagamento del saldo e la traslazione dell’aviation, in un termine di 12 mesi», dice la lettera. Che propone «un contratto di Gsa (General sales agreement) che affidi a Ita» la biglietteria di Alitalia e due contratti per i servizi di handling e la manutenzione. I commissari hanno smentito di aver ricevuto la lettera, ma solo alle 23 del 28 aprile. Lazzerini ieri ha detto: «era circolata tra di noi una bozza di lettera, per accelerare, ma non l’abbiamo mandata, per rispetto alle istituzioni, i ministeri e la presidenza del Consiglio nel dialogo con la Ue». Sembra di capire che la lettera è stata mandata, forse ipotizzando un accordo con la Ue che però non è arrivato. Così è stata fatta retromarcia. Una gaffe. Chissà cosa ne pensa il premier Mario Draghi.

La proposta però rimane. Ita difenderà gli slot di Linate offrendo alla Ue di «rinunciare a slot a Fiumicino» e intende tenere duro sul marchio. Nessuna indicazione sugli esuberi.

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