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Alitalia, le low cost puntano al corto raggio

Wizz Air e easyJet puntano a mettere le mani sul network di corto e medio raggio di Alitalia. La conferma è arrivata ieri dal ceo e fondatore della compagnia ungherese Wizz Air e da easyJet in occasione della presentare dei risultati del primo trimestre. In una intervista a La Repubblica, il ceo e fondatore di Wizz Air, Jòzsef Varadi, ha detto di non essere interessato al long haul del vettore italiano, ma soltanto al corto e medio raggio: «Guardiamo al mercato italiano, ad Israele e a certe condizioni anche al Nordafrica, ma non puntiamo né al brand né agli intercontinentali». Varadi ha aggiunto di avere intenzione di venire in Italia nei prossimi giorni, un’occasione probabilmente per incontrare anche i commissari di Alitalia. Resta da capire che tipo di offerta Wizz Air, che tra soci vanta il fondo di private equity Indigo, Jp Morgan, Fidelity e Vanguard, sarà intenzionata a presentare dal momento che il bando riguarda sia il settore aviation sia quello non aviation.
«Siamo interessati ad acquistare alcune parti» di Alitalia, ha detto il Ceo di easyJet, Johan Lundgren, alla sua prima apparizione pubblica dal suo insediamento lo scorso primo dicembre per la presentazione dei conti del vettore. Nessun commento sull’alleanza con Air France-Klm, aggiungendo solo che le «trattative con i commissari» di Alitalia «sono in corso». EasyJet specializzata nel breve e medio raggio, come più volte ha ripetuto, vuole farsi carico di risolvere le perdite di Alitalia in questo comparto, con l’obiettivo di rafforzare la sua presenza in Italia che al momento vale la metà di Ryanair in termini di passeggeri trasportati.
L’ipotesi easyJet andrebbe ad integrarsi con Air France-Klm che a sua volta vuole crescere in Europa per frenare l’ascesa di Lufthansa. «La soluzione di easyJet soddisfa completamente le esigenze che ci hanno espresso i commissari», ha detto il direttore della low cost per l’Italia Frances Ouseley senza fare alcun riferimento agli alleati franco-olandesi. Con l’entrata in gioco di Air France-Klm a fianco di easyJet, avendo questi ultimi già presentato un’offerta vincolante, i tempi si allungano inevitabilmente e questo richiederà più tempo per arrivare alla cessione definitiva, con nuovi capitoli e colpi di scena ancora da scrivere. Intanto, la low cost britannica archivia il suo primo trimestre fiscale, ottobre-dicembre 2017, con ricavi in rialzo del 14,4% a 1,14 miliardi di sterline, in linea con le stime degli analisti. Lo rende noto la compagnia, aggiungendo che il numero dei passeggeri è aumentato dell’8% a 18,8 milioni nel trimestre. A favorire la crescita del trimestre, le difficoltà degli altri vettori come la britannica Monarch Air, la tedesca Air Berlin e la stessa Alitalia, oltre agli effetti delle cancellazioni dei voli di Ryanair. Una riduzione di capacità che ha sostenuto i prezzi e il load factor. «Ovviamente su alcune rotte c’è stata meno pressione», ha commentato il Ceo. Il titolo in Borsa ieri è salito del 6,3% sull’onda dei risultati positivi del primo trimestre. Anche in Italia la low cost continua a crescere al ritmo del 7%, secondo quanto comunicato in occasione degli ultimi dati trimestrali, con prenotazioni superiori rispetto all’anno precedente.
Dal fallimento della campagna europea di Etihad, trova una sua nuova collocazione anche l’austriaca Niki che torna tra le braccia del suo fondatore, il campione di formula Uno Niki Lauda dopo avere battuto IAG avendo presentato l’offerta migliore nella procedura di fallimento di Air Berlin. Ora l’obiettivo è rendere operativa la compagnia entro marzo.

Mara Monti

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