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Alitalia, le condizioni di Fs e Atlantia “Delta più forte e nuova proroga”

Alitalia e Fs chiedono altro tempo per trovare una soluzione al salvataggio di Alitalia. E lanciano messaggi sia al governo sia al possibile partner industriale. A Palazzo Chigi perché venga approvato un nuovo prestito ponte (fino a 300 milioni), per consentire ai commissari straordinari della compagnia di gestire la normale attività «fino al closing dell’operazione». Ma anche perché provveda a «idonei strumenti di mitigazione sociale», in modo che possa concludersi «il necessario turnaround organizzativo». In altre parole si chiede una soluzione per l’uscita concordata di una parte del personale (si parla di 2.800 dipendenti), per evitare che il sindacato vada subito sulle barricate.
A Delta Airlines, la compagnia che finora si è seduta al tavolo della trattative, Fs e Atlantia chiedono che investa «con una quota significativa » e quindi superiore al 10 per cento di cui si è parlato finora e che «assuma un ruolo determinante nella responsabilità di gestione ed implementazione del piano». Tradotto, che gli americani si impegnino a dare ad Alitalia la possibilità concreta di sfruttare al meglio le rotte negli Stati Uniti, le più ricche del mondo e quelle con maggiore previsioni di crescita.
In caso contrario, rimane la speranza di poter intavolare una discussione con Lufthansa, i cui manager sono stati a Roma nei giorni scorsi, affinchè si vada oltre alla sola proposta di accordo di partnership commerciale. E per la prima volta c’è chi parla di aperture da parte della compagnia tedesca, benché non sia ancora stata messa sul tavolo una proposta di investimento finanziario.
Così ieri, come era previsto, i consigli di amministrazione di Atlantia la società controllata dalla famiglia Benetton – e delle Ferrovie dello Stato hanno puntato su una ulteriore proproga (la settima) prima di presentare ai commissari la proposta per il rilancio industriale di Alitalia. Di quanto tempo hanno bisogno? Dalle due alle quattro settimane, ma dipenderà dalle discussioni che avranno con il possibile socio industriale che farà parte della cordata.
Per la prima volta, su questo punto, Fs e Atlantia hanno espresso una linea concorde. Sulla carta la trattativa proseguirà con gli americani di Delta Airlines, i quali dovranno investire con una quota più significativa di quel 10 per cento fin qui offerto. Oltre a una maggiore garanzia perché Alitalia possa contare su una crescita sostanziosa dei ricavi grazie alle rotte in America. Una posizione che per Atlantia significa aver convinto Fs a sostenere la tesi per cui Delta va messa alle strette, mentre Fs fa capire che è Atlantia ad aver accettato di approfondire le posizioni della compagnia americana prima di abbandonare il tavolo.
La sostanza è la medesima. Si va a oltranza, il tempo necessario per rielaborare il piano. Sperando che le aperture mostrate da Lufthansa si concretizzino oltre un possibile accordo commerciale. Ma di fronte a resistenze di Delta rimarrebbe la via da perseguire: ed è anche per questo che si chiede un ulteriore proroga.

Luca Pagni

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