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Alitalia, l’apertura di Atlantia Il ceo Castellucci valuterà il progetto

Atlantia si siede al tavolo di Alitalia. Non con una manifestazione di interesse, ma con un’apertura esplicita alla possibilità di far parte della cordata di rilancio della compagnia a condizione di un piano industriale credibile che rimetta la compagnia in sesto senza rischiare un’altra volta di dilapidare l’investimento. Lo fa con una delibera del Consiglio di amministrazione per rimarcare l’unità di intenti tra i soci della capogruppo di Autostrade — tra cui la famiglia Benetton — e il management. Il board ha dato mandato all’amministratore delegato Giovanni Castellucci «di approfondire la sostenibilità del piano industriale, inclusa la compagine azionaria e il team manageriale».

Un passo in avanti negoziale anche con il governo, che ha avuto il beneplacito dei Benetton, che a Ponzano Veneto hanno appena richiamato al timone Gianni Mion. Soprattutto con il ministero dello Sviluppo guidato da Luigi Di Maio che in questi giorni sta incontrando tutti i potenziali partner per capire come comporre la compagine dei soci prima della scadenza del 15 luglio. Il termine per la presentazione della proposta vincolante però rischia di slittare se Atlantia dovesse far parte della cordata: serve tempo ulteriore per fare degli interventi sul piano industriale. L’ipotesi della proroga rischia di scontrarsi con le intenzioni di Di Maio e con la volontà dei commissari della compagnia in amministrazione straordinaria — Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo — che più volte hanno segnalato la necessità di trovare una «quadra» perché la cassa della compagnia continua a ridursi anche se sufficiente per ameno un anno.

Il dossier Alitalia registra pure un’ulteriore svolta: la posizione di Delta Air Lines sul consorzio che si va formando. Secondo due fonti consultate dal Corriere il colosso americano — che ieri ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre dell’anno con profitti netti aumentati del 39% — avrebbe comunicato nella notte tra mercoledì e ieri che assieme a loro, a Ferrovie dello Stato (che lunedì ha convocato il consiglio di amministrazione) e al ministero dell’Economia sarebbe preferibile avere soltanto Atlantia come partner. Una mossa che escluderebbe così Toto visto che Claudio Lotito e German Efromovich, l’ex presidente del vettore Avianca, non sono mai stati considerati da loro alternative valide.

Il mandato del board

Il consiglio della società del gruppo Benetton ha affidato al manager il mandato di approfondire l’operazione di rilancio del vettore

Un cambio di posizione rispetto a martedì quando dagli Usa facevano filtrare che non c’erano preclusioni nei confronti del gruppo abruzzese. Per Delta la società che gestisce Aeroporti di Roma è la più adatta perché con una struttura organizzativa e dimensioni simili. Ma soprattutto: Atlantia con AdR è stata l’interlocutrice base nelle continue discussioni — avviate a maggio — sul piano di rilancio di Alitalia. E il cambio di rotta di Delta, fanno filtrare gli americani, serve anche a blindare il consorzio riducendo i soggetti coinvolti.

Leonard Berberi

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