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Alitalia, l’agonia si allunga Il governo di fronte al bivio di un nuovo prestito

Il governo (e i contribuenti) si preparano ad aprire l’ennesimo paracadute per Alitalia. Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari – i tre commissari alla cloche della compagnia – stanno esaminando in queste ore la richiesta di ulteriore rinvio di almeno due mesi della vendita arrivata da Atlantia e Fs. Il sì pare scontato ma deve essere preceduto da alcuni passaggi formali con advisor e tribunale per capire se l’impegno formale dei potenziali acquirenti e sufficiente per scongiurare la necessità di chiedere la liquidazione della società. Una volta arrivato il parere della “troika” che guida Alitalia, toccherà al governo decidere quanto sarà lunga l’eventuale proroga e varare un nuovo prestito ponte – si parla di 250-300 milioni – per tenere in volo la compagnia in attesa della cessione, sperando di non incorrere nei fulmini della Ue.
Una volta messi a posto tutti questi tasselli, Atlantia e Fs partiranno alla caccia di quel “partner industriale” necessario per chiudere la cordata con il Tesoro. In pole position resta come ovvio Delta con il suo assegno da 100 milioni per rilevare il 10% dell’aerolinea. L’ingresso in campo in zona Cesarini di Lufthansa ha però sparigliato le carte. I tedeschi, finora, hanno detto di non voler mettere soldi nel capitale Alitalia. Ma piloti e Benetton (se non altro per mettere con le spalle al muro Delta) sembrano vedere con favore la loro offerta di intesa commerciale.
L’unica variabile che nessuno può cambiare però è il tempo. Alitalia sta bruciando un milione alla volta il prestito ponte da 900 milioni. In cassa ne sono rimasti poco più di 200. E anche un nuovo assegno del governo non basterebbe forse a guadagnarsi i mesi (almeno 3 o 4) necessari per chiudere davvero un accordo con Lufthansa. L’esecutivo, per costringere tutti a mettere le carte sul tavolo il prima possibile, starebbe valutando così una proroga inferiore alle otto settimane.
Delta comunque rimane la grande favorita. Anche se le posizioni degli americani – specie quella sulla divisioni di rotte e ricavi transatlantici – sono ancora lontane da quelle di Atlantia.
Ponzano Veneto però potrebbe ammorbidire le richieste grazie ai primi segnali di fumo positivi arrivati dal governo sul fronte delle concessioni autostradali. Ultimi, i messaggi lanciati ieri dal ministro dei trasporti Paola De Micheli in audizione alla Camera: «La revisione delle concessioni, sottolineo il plurale, è una partita che si apre con la delibera dell’Autorità dei Trasporti – ha detto – e devono essere realizzate con obiettivi non punitivi».

Ettore Livini

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