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Alitalia, l’advisor finanziario sarà Rothschild

Il collegio commissariale di Alitalia ha nominato l’advisor finanziario: Rothschild l’ha spuntata nella rosa che ha partecipato al beauty contest promosso da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che comprendeva anche Merrill Lynch, Mediobanca, Citigroup e Lazard.
Non è una new entry, considerando che la stessa banca d’affari era stata nominata come advisor finanziario già nel 2008 dall’allora commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. Tornando alla vendita della compagnia, l’avviso pubblicato lo scorso 17 maggio ha fissato il termine del 5 giugno per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte di singole imprese o cordate; in prima battuta la ricerca è ad ampio spettro, entro fine giugno si attendono le manifestazioni di interesse non vincolanti, e tra luglio-agosto le offerte non vincolanti, con l’obiettivo di ricevere le offerte vincolanti tra settembre e ottobre.
I possibili acquirenti dovranno proporre un programma di recupero dell’equilibrio economico che poggi su una di queste tre opzioni: la cessione unitaria dei complessi aziendali, o la ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa, o la cessione di complessi di beni e contratti. Commissari e governo propendono per una vendita in blocco rispetto al cosiddetto “spezzatino”. Alitalia che ha perso 200 milioni nel primo trimestre ed ha in totale circa 3 miliardi di indebitamento, finora ha ricevuto la prima tranche di 240 milioni del prestito ponte da complessivi 600 milioni di euro, ma 118 milioni sono stati depositati come richiesto dalla Iata a titolo di garanzia. Il governo italiano a livello comunitario sta premendo per rivedere il limite della partecipazione al 49% che potrebbe scoraggiare possibili investitori stranieri: in commissione europea la discussione su questo tema sarebbe in una fase avanzata.
Il prestito ponte, consentirà alla compagnia di continuare a viaggiare anche nella stagione invernale, secondi i commissari che si sono spinti a ragionare anche sulla programmazione dell’estate 2018. Affinchè Alitalia possa diventare appetibile per il mercato, si stanno rinegoziando i sovraccosti, a partire dai leasing di due terzi dei 123 aerei che compongono la flotta della compagnia dal quale i commissari stimano fino a 90 milioni di risparmi, alle condizioni dell’hedging sul carburante con risparmi attesi nell’ordine di 100-120 milioni, ai contratti di fornitura, al capitolo costo del lavoro. Secondo il timing annunciato dal collegio commissariale dopo il primo incontro con i sindacati, si cerca accordo sul nuovo contratto intorno alla prima settimana di giugno, considerando che la scadenza del vecchio è stata prorogata al 31 maggio. Ancora non c’è stata alcuna nuova convocazione, ma con i sindacati ci sarà da affrontare anche il tema dei contratti di solidarietà che interessano in 400 tra il personale navigante, cessati dallo scorso 2 maggio con l’avvio dell’amministrazione straordinaria.
Insieme al taglio dei sovraccosti il collegio commissariale punta a tenere in alto l’asticella dei ricavi, anzitutto con messaggi per assicurare la continuità dell’operativo, poi con il lancio dal prossimo 31 ottobre di nuovi voli plurisettimanali da Roma a Malè, la capitale delle Maldive, e con un collegamento per Nuova Dehli che sarà annunciato a breve. Inoltre potrebbero essere aumentati i voli per Los Angeles, anche se vi sono vincoli sul Nord America dovuti alla joint ventre con Delta e AirFrance che i commissari intendono rinegoziare per migliorarne le condizioni.
Tuttavia Andrea Giuricin (economia dei trasporti Università di Milano Bicocca) rivede al ribasso i risparmi che potrebbero arrivare dalla rinegoziazione dell’hedging : «Ryanair era coperta con il jet fuel a 79 dollari fino al 31 marzo 2017 – sostiene – quindi il contratto di Alitalia a 68 dollari non era particolarmente gravoso, pur essendo superiore al prezzo corrente di mercato». Per Giuricin il problema principale di Alitalia riguarda i ricavi, e la soluzione non si profila facile: «anche se nel 2016 il load factor di Alitalia è cresciuto di circa due punti, resta comunque di 16-17 punti inferiore alle compagnie low cost». Il problema è legato anche alla flotta: «Alitalia ha mediamente aeromobili più piccoli rispetto ai concorrenti diretti – aggiunge Giuricin – il numero medio di posti per volo è di 145 contro i 177 di Vuelling o i 188 di Ryanair, il numero medio di passeggeri per volo è di 109 rispetto ai 175 di Ryanair». Secondo uno studio effettuato da Giuricin e Ugo Arrigo(Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca) «Alitalia ha dei costi quasi 3 volte di quelli di Ryanair e non è competitiva né con Vueling né con Easyjet. Ogni volo frutta rivcavi di 8,3 mila euro ad Alitalia contro gli oltre 10mila euro dei concorrenti». Tutti numeri su cui dovrà focalizzarsi la lente del collegio commissariale.

Giorgio Pogliotti

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