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Alitalia, la vendita slitta dopo il voto “ Esame più lungo”

Il nuovo padrone di Alitalia lo si conoscerà solo dopo le elezioni. Il governo, insieme ai commissari dell’ex compagnia di bandiera, ha deciso ieri di prendere tempo. Nessuno, infatti, intende giocare una partita così delicata sul piano sociale ( ci saranno in ogni caso migliaia di lavoratori in esubero) in piena campagna elettorale. D’altra parte i conti dell’Alitalia dei commissari non vanno male: i ricavi dopo il più 1% del 2017 dovrebbero tenere anche nel 2018 e il prestito- ponte di 900 milioni, entrato nel mirino della Commissione europea, è rimasto sostanzialmente intatto. La prima certezza emersa al vertice di ieri è che, comunque, « si tratta con tutti » . Sfida aperta. I pretendenti o presunti tali — viste le magre degli ultimi giorni con smentite e ritirate annunciate, mosse degne di un dramma industriale — sono, in ordine di interesse reale verso la compagnia italiana, Lufthansa, easyJet, il fondo Cerberus, e a seguire Air France- Klm e Delta che, al momento, ci sono giusto per infastidire l’asso pigliatutto tedesco. Da notare che nel mucchio si è pure affacciata la compagnia centroeuropea Wizz Air che non sembra avere le spalle larghe al punto da poter affrontare una crisi come quella di Alitalia.
Lufthansa, intanto, proprio per non cadere nel giochino dei rilanci ha minacciato nei giorni scorsi di mollare la presa, ritirando le proposte fin qui messe a punto con i commissari. Quindi ogni rialzo della posta — vero o presunto — viene visto con fastidio da manager abituati a trattare affari da miliardi .
Laghi, Gubitosi e Paleari parleranno con tutti e ascolteranno quali sono le proposte ( soprattutto) su network — anche nazionale — e numero di esuberi. Qui, come in un risiko dei cieli, si giocano la vittoria tedeschi, franco- olandesi o inglesi che dovranno non solo mettere sul piatto una somma giudicata congrua ( e i 300 milioni di Lufthansa sono al momento l’offerta più alta), ma pure gestire con trasparenza la questione che riguarda le eccedenze. Non da meno il compratore dovrà farsi carico di non alleggerire troppo la rete di collegamenti. Va detto che, a parte Lufthansa la quale gioca da sola, le posizioni di Delta, easyJet, Cerberus e Air France- Klm sono molto sfumate e ognuno di questi protagonisti potrebbe scendere a patti con uno degli altri attori oppure uscire di scena improvvisamente. Tempi più lunghi e decisione dopo il voto quindi, ma anche maggiore serenità per i commissari perché, come detto, il fatturato dovrebbe chiudersi anche quest’anno con il segno più davanti. Altra nota positiva è la cassa della compagnia: il prestito ponte che Bruxelles teme possa rappresentare un aiuto di Stato mascherato, non è stato ancora intaccato dai commissari.

Lucio Cillis

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