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Alitalia, la sfida dei commissari “Strappare più investimenti”

Tre righe scarse di comunicato per dare conto delle offerte per Alitalia. Eccole: «Sono 7 i plichi recapitati oggi presso lo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. I commissari straordinari di Alitalia procederanno ora alla valutazione dei plichi stessi». Sette lettere, non necessariamente sette offerte, per “aviation” e “handling”, i due settori che il governo spera di vendere in blocco o al peggio separati.
Sia easyJet che Lufthansa, hanno comunicato con largo anticipo l’invio di una offerta per la compagnia italiana. Ma entrambe hanno mantenuto le carte ben coperte, come ha chiesto l’amministrazione straordinaria che vuole puntare al rialzo nelle prossime settimane.
Le voci che si sono susseguite vanno quindi prese con le molle. Di certo ciò che fa gola ai due vettori è la parte “aviation” cioè piloti, una parte degli assistenti di volo, slot e aerei. Tutto il resto, soprattutto gli impiegati, in mancanza di colpi di scena, rischiano la cassa integrazione. Basti pensare che in casa propria Lufthansa si è appena aggiudicata Air Berlin di cui assorbirà 81 aerei e non più di 3mila 500 persone, lasciandone almeno 5mila a terra.
È quindi ipotizzabile uno scenario simile anche da noi: Alitalia impiega 3.100 dipendenti sulla parte handling e uffici mentre gli altri 8.400 rientrano nel settore “volo”. All’interno di questo gruppo ci sono le manutenzioni — che Lufthansa opera in casa propria grazie a Lufthansa Technik — e impiegati legati all’operatività del vettore.
Indiscrezioni dell’ultim’ora parlano di circa 4mila esuberi su 11.500 dipendenti e un’offerta di partenza da 400 milioni di euro. Ma non è certo questa la questione in ballo o non solo quella economica. I tre commissari, Laghi, Paleari e Gubitosi, su input del governo, puntano a ottenere investimenti oltre al cash. Su Air Berlin, ad esempio, Lufthansa ha messo sul piatto 210 milioni di euro subito più un miliardo e 300 milioni per il rilancio delle attività. Considerando che Alitalia ha in pancia tratte con maggiore appeal e consistenza a livello di passeggeri, come quelle ad esempio per le Americhe, oltre alla flotta, si può ipotizzare un offerta doppia in cash, e investimenti superiori a 1,5 miliardi.
EasyJet, dal suo canto, punta a inserire Alitalia nel nuovo network integrato appena lanciato. Una rete fatta di compagnie satelliti, anche se non necessariamente di proprietà del gruppo inglese, che permette con un solo biglietto di scegliere rotte verso Asia o America. Alitalia si inserisce bene in quest’ottica. La richiesta è però — anche in questo caso — limitata alle operazioni di volo. Nei prossimi sei mesi ci sarà il tempo di modificare le cifre e le offerte che comunque restano “segrete”. Sei mesi caldissimi che andranno in parallelo con la campagna elettorale.

Lucio Cillis

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