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Alitalia, la ricapitalizzazione torna in salita

Alitalia è preda di forti turbolenze e rischia di chiudere col botto il 2016. Un botto annunciato, coi soci spaccati, che ieri sembravano sul punto di chiudere le questioni finanziarie con una stretta di mano. Ma giunti a un passo dall’accordo sul pesante debito, gli azionisti più importanti si sono divisi sulla governance della compagnia. Intesa e Etihad sarebbero pronte a finanziare la seconda fase del piano. Unicredit sarebbe d’accordo nella totale conversione del debito in equity, ma chiede che anche gli altri soggetti si impegnino fino in fondo. Generali, invece, che detiene 300 milioni di un bond da 370 milioni emesso dalla compagnia, non ha intenzione di convertire le sue obbligazioni in azioni.
Di fronte a queste difficoltà da Abu Dhabui sarebbe partita una “missione” politica del governo diretta a Roma e con l’incarico di definire, una volta per tutte, la questione debito e rilancio. Insomma, Alitalia ha due strade: un nuovo alleato (Lufthansa o un gruppo di proprietà del ministero dell’Economia) oppure il fallimento. Etihad, in particolare, è nel mirino dei soci italiani che hanno creduto al progetto portato nel nostro Paese dai manager di Abu Dhabi. Un piano che ha clamorosamente mancato l’obiettivo: il debito è enorme e il pareggio operativo resta un miraggio. Ecco perché James Hogan, numero uno di Etihad, e Cramer Ball, ad di Alitalia, potrebbero fare un passo indietro visti i risultati ottenuti. Nelle ultime ore la tensione è addirittura cresciuta: Etihad – secondo indiscrezioni – non sarebbe più così interessata a mantenere un piede in Europa. E addirittura il suo numero uno James Hogan, da molti anni in sella, sarebbe sul punto di lasciare la compagnia araba con conseguenze catastrofiche per Alitalia. Un colpo di scena che porterebbe nuovi contenziosi e un pericoloso avvitamento della trattativa. La soluzione, a questo punto, potrebbe prendere la strada di Palazzo Chigi che, digerito il cambio di governo, ha in mano gli strumenti per intervenire, sia sul fronte degli ammortizzatori sociali sia sui quello del salvataggio affidato a società del Tesoro.
Oggi, infine, i sindacati sono stati convocati (è la terza volta in tre giorni) alle 18 dall’azienda.
Loro saranno i primi a sapere quale sarà il destino di Alitalia.
Voci su una possibile uscita di Hogan e di un cambio al vertice della compagnia.
Oggi incontro con i sindacati

Lucio Cillis

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