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Alitalia, la perdita sale a 200 milioni

Perdite raddoppiate a 201 milioni per Alitalia-Cai nel primo semestre. La relazione semestrale con i dati del gruppo approvata ieri dal consiglio di amministrazione conferma le anticipazioni del Sole 24 Ore del 18 luglio, che aveva parlato di «almeno 200 milioni di perdita netta» per la compagnia presieduta da Roberto Colaninno.
È stato «uno dei peggiori semestri che il settore del traffico aereo europeo ricordi», è il commento di Andrea Ragnetti, l’amministratore delegato subentrato a fine marzo a Rocco Sabelli, il quale ha lasciato il timone dopo tre anni lasciando capire di aver quasi raggiunto il pareggio operativo.
In realtà non è così. Nel primo semestre la perdita operativa (Ebit) ha raggiunto i 169 milioni, con un peggioramento di 101 milioni rispetto allo stesso periodo del 2011, nella sostanza è triplicata. La perdita netta è salita da 94 a 201 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno era pari a 862 milioni, otto milioni in più rispetto a fine 2011.
Nel comunicato della compagnia non viene reso noto il patrimonio netto. Tuttavia, poiché a fine 2011 il patrimonio netto consolidato era di 479 milioni, a fine giugno dovrebbe essersi ridotto in misura corrispondente alle perdite nette del periodo, quindi a 278 milioni. In seguito al rosso accumulato nei primi tre anni e mezzo di attività della nuova Alitalia, i mezzi propri sono ormai ridotti al 24% circa rispetto alla dotazione di partenza all’inizio del 2009, che era pari a 1.169 milioni di euro, compreso il sovrapprezzo azioni. Dell’importo iniziale la quota di Air France era pari a 323 milioni, mentre i soci italiani (21, ora scesi a 20) hanno messo 847 milioni.
Visto anche l’indebitamento, sarebbe opportuno che i soci prendessero in considerazione un aumento di capitale. Tuttavia il 19 giugno Ragnetti insieme a Colaninno ha escluso la necessità di una ricapitalizzazione. E Colaninno l’11 luglio alla Camera ha detto che la situazione di Alitalia «è buona».
I ricavi nel semestre sono aumentati del 4,1% a 1.686 milioni. Il coefficiente di occupazione posti è salito di 3,4 punti al 71,1%, grazie ai tagli della capacità, che è diminuita del 3,7 per cento. I passeggeri sono 11,12 milioni (-0,8%). La puntualità dei voli in arrivo, entro 15 minuti, è stata dell’88,9%, con un miglioramento di 0,9 punti.
Malgrado il «cauto ottimismo» per il secondo semestre e le dichiarazioni di soddisfazione, «il peggio è passato, ci concentriamo sulla crescita», ha detto Ragnetti, l’Alitalia sta mettendo a punto un piano di tagli, riduzioni di capacità e 6-700 dipendenti in cassa integrazione, che si aggiungeranno ai 700 in cig dal primo novembre scorso. Non saranno rinnovati i contratti a 300 stagionali. «Serviranno ancora molti sacrifici e dovremo essere uniti e determinati, ma l’inversione di tendenza che mi aspetto – ha detto Ragnetti – ci proietterà verso un 2013 che dovrebbe essere l’anno del ritorno di Alitalia all’utile oeprativo».

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