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Alitalia, la partita resta bloccata. Di Maio: «Manca solo un socio»

La partita Alitalia resta bloccata. Atlantia ha confermato ieri di non potersi impegnare nel piano di salvataggio condotto da Fs. In realtà la società dei Benetton rimane in attesa di un segnale di distensione dal governo, in particolare dal ministro dello Sviluppo del M5S Luigi Di Maio, sulla partita delle autostrade.

È?verosimile che si vada a una nuova proroga del termine per la trattativa. Fino a ieri sera il Mise non aveva comunicato indicazioni sulla richiesta di proroga sull’unica offerta, quella presentata ai commissari di Alitalia dall’a.d. di Fs, Gianfranco Battisti.

Fs ha scritto che manca il quarto socio (ci sono Fs, Delta e Mef con il 60% del capitale dell’ipotizzata «newco Nuova Alitalia», manca il 40%) e che c’è bisogno di un tempo «congruo» per cercare di chiudere con il potenziale quarto socio (cioè Atlantia), rimettendosi ai commissari per decidere se continuare i negoziati o chiudere tutto.

Di Maio ieri sera a Otto e Mezzo su La7 ha fatto una dichiarazione che non coincide con i dati finora conosciuti: «Adesso manca l’ultimo soggetto, ci sono Ferrovie, il Mef e Delta. Non manca il 40%, assolutamente no. Si può arrivare anche al 15%, è questa la quota che un socio deve garantire in base a quello che stiamo vedendo della torta. Ci sono offerte che stanno arrivando».

«Confidiamo in una proroga di qualche settimana dei tempi per l’offerta per l’Alitalia», aveva detto Fabio Lazzerini, direttore commerciale della compagnia, presentando il nuovo volo tra Roma e Washington. I commissari di Alitalia non hanno espresso una propria opzione precisa al Mise, rimettendosi alle indicazioni di Di Maio.

Il sottosegretario al Mise, Davide Crippa, rispondendo a un’interpellanza di Stefano Fassina (Leu)ha detto che l’operazione Alitalia «è contraddistinta da profili di complessità e delicatezza non comune, e proprio per questo si ritiene preferibile prendersi oggi tutto il tempo necessario affinché i vari tasselli del mosaico risultino perfettamente ed efficacemente incastrati tra loro piuttosto che correre il rischio domani di dover rimettere mano per l’ennesima volta al dossier (…)».

Tutto si gioca intorno all’eventuale distensione dei rapporti tra il M5S e il gruppo Benetton-Atlantia sulle concessioni autostradali, dopo la procedura di revoca avviata dal governo per il crollo del ponte Morandi a Genova (43 morti). Difficile poterci arrivare prima delle elezioni europee del 26 maggio. Un atteggiamento positivo verso Atlantia lo ha mostrato ieri la sindaca di Roma Virginia Raggi, del M5S, alla mostra sulle macchine di Leonardo. «Ci tengo a ringraziare e salutare l’a.d. di Atlantia Giovanni Castellucci e il presidente di AdR, Antonio Catricalà», ha detto Raggi. La sindaca ha consegnato a Castellucci e a Catricalà una medaglia celebrativa del Comune di Roma.

Castellucci ha detto che, pur rappresentando Alitalia «più o meno» il 40% del traffico di Fiumicino, «il futuro di AdR non è così determinato dalla vicenda Alitalia». «Premesso che seguiamo da vicino la vicenda Alitalia – ha spiegato – e ci auguriamo possa trovare un assetto definitivo, ribadisco quanto detto qualche settimana fa in assemblea: abbiamo talmente tanti fronti aperti che non possiamo permetterci di impegnarci su un fronte talmente complesso come è Alitalia». Alla domanda se fosse un “no” definitivo Castellucci si è schermito: «Non posso dire di più».

Per la deputata del Pd Raffaella Paita «l’unica strategia del governo è cercare di guadagnare altro tempo per rimandare ogni decisioni a dopo le elezioni europee (…). Il rifiuto di Altantia però, a dispetto delle sdegnate smentite di Di Maio e Toninelli, testimonia che un dialogo con Atlantia esisteva eccome. Solo che il governo si è visto chiudere la porta in faccia anche dall’ennesimo, potenziale nuovo socio».

Gianni Dragoni

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