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Alitalia, la lente dell’Antitrust Ue Indagine sul prestito del governo

Si estendono anche in Europa le difficoltà della compagnia aerea Alitalia. Il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ha annunciato l’apertura di una indagine per verificare se ha beneficiato di finanziamenti pubblici irregolari. In particolare i servizi tecnici di Vestager intendono valutare se possa essere considerato «aiuto di Stato» in contrasto con la normativa comunitaria il prestito-ponte statale da 900 milioni complessivi, concesso ad Alitalia per garantirne la sopravvivenza temporanea in attesa di una cessione. Attualmente una delle trattative in corso coinvolge la compagnia aerea tedesca Lufthansa, che ha già rilevato una parte importante della tracollata Air Berlin. Ma ci sarebbe l’interesse anche di altri possibili acquirenti.

Il problema con Bruxelles scaturisce dall’esito del referendum del 24 aprile 2017. Allora i dipendenti della compagnia italiana respinsero i tagli di personale e di costi proposti dai due principali azionisti (il consorzio Cai e Etihad Airways). Da quel momento i due gruppi di controllo divennero indisponibili a fornire nuovi finanziamenti. Alitalia è stata così posta in amministrazione straordinaria.

Lo Stato, per evitarne la chiusura, ha fornito due prestiti-ponte da 600 e 300 milioni, sottoponendoli alla valutazione della Concorrenza della Commissione europea. Nel frattempo a Bruxelles sono arrivati vari esposti, che hanno sostenuto si trattasse di aiuti di Stato illegali. Innanzitutto perché, per un prestito superiore a sei mesi, sarebbe stato necessario presentare un piano di ristrutturazione in grado di dimostrare le prospettive di rilancio della compagnia. Inoltre il tasso d’interesse, che deve essere negoziato a livelli di mercato, sarebbe stato concesso dallo Stato in termini più favorevoli, rispetto a quello ottenibile nel settore bancario privato da una impresa notoriamente a rischio di sopravvivenza.

L’apertura dell’indagine della Concorrenza Ue prevede che tutte le parti interessate possano far pervenire a Bruxelles le loro spiegazioni e opinioni. Sarà poi Vestager a trarre le conclusioni.

L’assenza di un governo stabile in Italia, che in genere può negoziare su questi dossier con l’Antitrust Ue, non aiuta la posizione di Alitalia. Già ora, poi, l’annuncio di questo intervento della Commissione europea consente ai potenziali acquirenti (a partire dalla tedesca Lufthansa) di poter attribuire un valore più basso alla compagnia aerea italiana, rispetto a quando non risultava coinvolta in possibili violazioni della normativa comunitaria. Intanto a Roma è stato raggiunto al ministero del Lavoro un accordo tra il vertice di Alitalia e i sindacati sulla procedura di proroga della cassa integrazione (cigs) in scadenza a fine mese. Questa misura assistenziale pubblica dovrebbe durare ulteriori sei mesi e coinvolgere a rotazione 1.480 dipendenti (invece degli attuali 1.630 in cigs e dei 1.680 inizialmente richiesti).

Ivo Caizzi

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