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Alitalia, la frenata di Di Maio: «Ferrovie partner tecnico»

Ferrovie dello Stato sarà «un partner tecnico di Alitalia prima di tutto, poi non è detto che debba metterci chissà quali soldi». Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha introdotto una variante non da poco nel percorso verso il salvataggio di Alitalia.
Le parole pronunciate ieri mattina dal vicepremier del M5S a Radio24 sembrano alludere a una retromarcia nei programmi per il salvataggio della compagnia. Secondo il ministro i soldi «per il rilancio» verrebbero trovati «sul mercato», in base al piano strategico che Fs farà insieme ad Alitalia. «Poi – ha aggiunto Di Maio – se Fs vorrà avere un ruolo ancora più strategico all’interno della compagnia allora vorrà dire che potrà anche decidere di entrare nell’equity in maniera sostanziosa». L’equity è il capitale.
Queste parole creano confusione sul dossier Alitalia e preoccupano particolarmente i lavoratori e i sindacati, che chiedono chiarezza e minacciano di avviare le procedure per indire uno sciopero. Finora l’indicazione di Di Maio, confermata anche dopo il vertice con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria, era che le Fs facciano da sole l’offerta vincolante per acquisire Alitalia. L’offerta dovrebbe essere presentata entro il 31 ottobre. Solo in un secondo tempo la società guidata da Giancarlo Battisti dovrebbe imbarcare altri partner, tra cui società pubbliche come Cdp, e una compagnia straniera con una robusta quota di minoranza
Ieri invece Di Maio ha detto che le Fs potrebbero avere una presenza ridotta al minimo come «partner tecnico». Fonti vicine al dossier hanno riferito al Sole 24 Ore che il programma non è cambiato, cioè le Ferrovie dello Stato stanno lavorando per presentare un’offerta vincolante entro la fine del mese.
Di Maio ha definito le Fs «uno dei principali concorrenti di Alitalia», facendo riferimento alla tratta Roma-Milano. L’affermazione è sorprendente, perché il principale concorrente di Alitalia non è il treno, ma sono Lufthansa, Ryanair, easyJet, Vueling, Wizzair, British Airways, Air France e altre compagnie. Di Maio ha detto che per Alitalia «ci sono manifestazioni d’interesse non di una sola ma di tante compagnie e di tanti altri soggetti privati. Quindi abbiamo la possibilità di fare una scelta con un buon piano industriale che non veda nuovi soldi degli italiani impegnati».
In realtà tutto questo interesse non si nota. Tra i vettori interessati ci sono l’americana Delta e Lufthansa. Ma alle loro condizioni. Il presidente di Air Dolomiti (controllata di Lufthansa), Joerg Eberhart, ha detto alla Stampa che «Lufthansa è ancora interessata ad Alitalia», ma ha precisato: «Alitalia ha bisogno di ridurre i costi, altrimenti il rischio è di andare avanti come ha fatto finora, cioè perdendo. I commissari hanno lavorato bene, riducendo i costi, ma non basta. Serve un intervento anche sul personale».
I sindacati temono che ci saranno esuberi. Il coordinatore nazionale Filt-Cgil Fabrizio Cuscito ha chiesto una convocazione al Mise: «Servono risposte certe su come sarà composta la proprietà della nuova Alitalia, che parte avrà la gestione pubblica, quale sarà il partner industriale straniero, quali gli investimenti e soprattutto cosa accadrà ai circa 11mila dipendenti».

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