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«Alitalia, la Cigs va estesa al 2025»

Altri quattro anni di cassa integrazione per i dipendenti di Alitalia, una corsia preferenziale per l’assunzione in Italia Trasporto Aereo e un pacchetto di interventi per la riqualificazione che potrebbe riguardare almeno 3.200 tra piloti e assistenti di volo. I sindacati portano al ministero del Lavoro la loro richiesta per chiudere il dossier che riguardano la vecchia compagnia e provano a unificare i percorsi delle due aziende, «legando» la durata della Cigs al decollo di Ita previsto il 15 ottobre con 2.800 dipendenti e 52 aerei.

Al tavolo di ieri bisognava discutere del rinnovo della cassa integrazione per 7.086 lavoratori di Alitalia (la procedura attuale scade il 21 settembre). I commissari dell’aviolinea propongono di estenderla di un anno. I sindacati ritengono sia troppo poco, anche affiancando altri 48 mesi di indennità di disoccupazione. Da qui al 2025 — l’ultimo anno del piano industriale di Ita — non tutti i lavoratori di Alitalia saranno «assorbiti» dalla newco, non tutti avranno la possibilità di essere assunti altrove e altri ancora non matureranno i requisiti per il pensionamento.

Ecco allora la proposta di una maxi-Cigs con un occhio di riguardo ai dipendenti dell’«Aviation» di Alitalia, spiegano al Corriere le fonti sindacali. Un ramo con 6.100 persone — sui circa 10 mila totali — tra 4.700 naviganti (piloti, assistenti di volo) e 1.400 addetti di terra. Nei piani di Ita tra i 2.800 assunti per il decollo 1.550 sarebbero piloti e assistenti di volo, circa 1.250 addetti di terra. Resterebbero fuori quasi 3.200 naviganti. Sui quali incombono i requisiti previsti per legge perché «bisogna provvedere al mantenimento delle loro licenze, delle abilitazioni e delle certificazioni», dicono Anpac e Anpav. Per questo lo Stato dovrebbe occuparsi pure di formare queste professionalità sui nuovi aerei che Ita intende acquistare per il rinnovo della sua flotta così da essere pronti al momento dell’assunzione nella newco. La flotta di 105 aerei prevista nel 2025, sintetizzano fonti ministeriali al Corriere, prevede 10 velivoli «regional» (probabilmente gli Airbus A220), 72 a corridoio singolo (in vantaggio gli Airbus A320 e A321) e 23 a doppio corridoio (forse gli A330neo e A350).

Per handling e manutenzione il percorso sarebbe al momento meno accidentato grazie al contratto di servizio firmato con Ita e in attesa della cessione di questi asset (salvo sorprese) alla newco e ai suoi soci attraverso i bandi di gara. Il confronto col ministero del Lavoro «sconta l’incertezza generata dalla difficile trattativa in corso per la partenza di Ita e l’assenza di una cabina di regia con gli altri ministeri competenti», sottolineano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta.

La vertenza proseguirà nei prossimi giorni e sarà influenzato dall’esito del tavolo con i vertici di Ita, il presidente Alfredo Altavilla e l’ad Fabio Lazzerini. Oggi ci sarà un altro incontro sindacati-newco sul futuro contratto di impiego che prevede un taglio del 15%. Salgono intanto a quasi 21 mila le candidature per lavorare nell’aviolinea.

C’è poi attesa per la decisione finale della Commissione europea sul progetto Ita (che si prepara a iniziative commerciali congiunte con il gruppo Uvet). Fonti ministeriali spiegano al Corriere che il documento è quasi pronto. Una volta pubblicato i commissari potranno procedere con i vari bandi di vendita. A partire dal più importante — quello del marchio Alitalia — sul quale ruota buona parte del progetto Ita.

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