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Per Alitalia ipotesi supercommissario o spacchettamento

Si cerca di mettere a punto la strategia per salvare la compagnia assicurando gli stipendi natalizi dei dipendenti che oggi cominciano a temere il peggio, visto il fallimento del percorso di cessione degli asset durato oltre due anni.
Le ipotesi sul tavolo per evitare l’accusa di “aiuti di Stato” da parte dell’Europa, consentendo di destinare alla compagnia i 400 milioni di prestito ponte, sono al momento tre. La prima: un commissario-gestore che rimetta a posto i conti e riduca le dimensioni dell’azienda. La seconda, invece, guarda ad un aggiustamento delle norme e delle regole del sistema aeroportuale – dove pesa la concorrenza delle low cost – oltre che sull’amministrazione straordinaria delle aziende in crisi, per poter immettere Alitalia sulla via maestra di una ristrutturazione degli asset.
La terza idea, sul tavolo di lavoro dei ministeri competenti, sta prendendo in esame la separazione di alcune attività sotto la divisa Alitalia, evitando così spezzatini societari, almeno nell’immediato. Una soluzione, questa, più morbida rispetto a quella osteggiata dal sindacato che ha detto “no” a qualunque ipotesi di dismissione o esternalizzazione. In realtà questa ipotesi non è affatto tramontata anche se si è trasformata: la Nuova Alitalia, prima di essere ceduta ad un’altra compagnia, verrebbe divisa in tre settori dei quali uno, il volo, rimarrebbe il più appetibile. La parte terra-bagagli, una volta ridotta da 3.500 a meno di 3.000 dipendenti, potrebbe essere ceduta a società o gestori aeroportuali italiani mentre il settore delle manutenzioni (inclusa la napoletana Atitech), potrebbe tornare sotto la guida di un’azienda di Stato e avrebbe la garanzia di contratti a medio termine con i nuovi padroni di Alitalia.
Intanto, nelle prossime ore, i commissari invieranno le proprie considerazioni a proposito dell’esito negativo del consorzio con Fs, Atlantia, Delta o Lufthansa. Un tentativo fallito il 21 novembre con l’uscita del gruppo infrastrutturale dalla trattativa. Il commissario Enrico Laghi potrebbe restare in veste di commissario unico anche se è di ieri la notizia che il professore ha ottenuto dal tribunale di Aosta un altro incarico: quello relativo all’esame dei bilanci dal 2011 al 2017 del Casinò di Saint-Vincent. Altra ipotesi, per quel ruolo, il ricorso ad un manager di alto profilo. Infine i sindacati: alcuni, come la numero uno della Cisl Annamaria Furlan, sparano a zero sull’ipotesi spezzatino («sarebbe una sciagura»). Altri, come l’Anp, prendono di mira gli amministratori straordinari: «La ristrutturino immediatamente o si dimettano».

Lucio Cillis

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