Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Alitalia, interverrà lo Stato Nuovi commissari”

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli è appena entrato nel suo ufficio di piazzale di Porta Pia a Roma. Due giorni fa il passaggio delle consegne col predecessore Graziano Delrio.
E già da oggi, sul suo tavolo, ci sono dossier pesanti da completare, aggiustare, mettere a punto. Il primo, Alitalia, rischia a breve di esplodere coinvolgendo 21mila famiglie se si considera l’indotto. Ci sono poi la riforma del Cipe e degli appalti, l’Anas e le infrastrutture stradali.
Le Ferrovie con i temi caldi di alta velocità e Meridione, oltre al dossier che riguarda i pendolari.
Ministro, lei si ritrova davanti temi da far tremare i polsi: quali saranno i punti fermi del suo lavoro nei prossimi mesi?
«Programmazione di ampio respiro delle opere, stop agli sprechi e alla corruzione, attenzione sempre maggiore alla project review, rafforzamento della logistica e della intermodalità, più investimenti per la cura del ferro, soprattutto al Sud, mobilità pulita e dolce.
Ma l’elenco potrebbe continuare. In definitiva il tema è quello di rendere il Paese più connesso e coeso in modo razionale e sostenibile».
Lei parla di un “Paese più connesso” e investimenti.
Uno dei primi impegni potrebbe riguardare Alitalia e la concorrenza delle compagnie low cost. La ex compagnia di bandiera secondo lei va ri-nazionalizzata, anche se solo in parte? Serve un partner “forte”?
«Sicuramente bisogna evitare uno spezzatino. È inconcepibile vedere un vettore come Alitalia in queste condizioni quando ovunque il mercato cresce e le compagnie hanno floridi fatturati. L’Italia merita di meglio. L’intervento pubblico, di fatto già in essere con il commissariamento e il prestito ponte, non può essere escluso, ma in una logica di rilancio industriale cui può affiancarsi un partner forte. Certamente potranno aiutarci commissari non in conflitto di interessi».
Ministro, sta dicendo che chi ha avuto a che fare con la gestione precedente, come Enrico Laghi, dovrà fare un passo indietro?
«Mi pare che il conflitto di interessi sia evidente».
Tra i temi da affrontare, lei ha parlato del ruolo di Anas, delle opere infrastrutturali.
«Anas dovrà migliorare sempre più la sua capacità di progettazione. Anche per abbattere i troppi contenziosi con le imprese, soprattutto su opere locali. Pure da questa sfida passa la possibilità di incrementare gli investimenti».
C’è poi il dossier “ferroviario” con i pendolari che soffrono da anni molti disagi su diverse linee: è un altro tema caldo non crede?
«La cura del ferro, soprattutto al Sud, sarà uno dei punti cardine della nostra azione. Bisogna avvicinare le varie aree del Paese.
E non parlo solo di Alta velocità.
C’è il tema delle ferrovie regionali e del Tpl. I pendolari e chi si sposta all’interno delle grandi città hanno diritto a un servizio decisamente migliore.
Senza dimenticare il grande sforzo di Rfi nella manutenzione della rete, soprattutto in termini di maggiore sicurezza.
Tanto si è fatto, ma tanto bisogna ancora fare».
A proposito di sicurezza e innovazione, sul tavolo c’è anche la questione dello stop allo sviluppo dell’altissima velocità a 350 che di fatto è stata cancellata pochi giorni prima del suo ingresso al ministero. Lo ritiene un tema ormai archiviato?
«Condividiamo la scelta fatta: la sicurezza dei passeggeri è una priorità assoluta.
Ma la sfida del miglioramento della rete è certamente da raccogliere, anche per testimoniare il livello di efficienza ed avanzamento tecnologico cui l’Italia può e deve aspirare».
C’è, infine, la questione degli appalti, tra rapidità delle decisioni e trasparenza.
«Il Codice degli appalti può apparire un po’ rigido perché si è tentato di mettere fuori gioco la corruzione.
Ovviamente, i problemi ci sono e vedremo come ovviare per tenere assieme legalità e semplificazione.
Di sicuro bisogna collegare meglio la fase della programmazione e della definizione degli obiettivi con il lavoro progettuale delle stazioni appaltanti.
E poi bisogna snellire il fronte amministrativo, penso soprattutto al Cipe».
Mi pare che per Enrico Laghi il conflitto d’interessi sia evidente Serve il rilancio industriale e un partner forte L’obiettivo è rendere il Paese più connesso in modo razionale e sostenibile, bisogna avvicinare le varie aree e non parlo solo di Alta velocità.

Lucio Cillis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa