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Alitalia, interrotte le trattative

Non è bastata la convocazione per il rinnovo del contratto di lavoro da parte di Assaereo per scongiurare lo sciopero odierno. A incrociare le braccia è l’intero comparto del trasporto aereo che comprende Alitalia, le aziende di gestione aeroportuale e di handling, il personale di terra dei vettori stranieri.

Uno sciopero che provocherà difficoltà ai viaggiatori anche se Alitalia, dopo avere cancellato il 60% dei voli, ha predisposto un piano per limitare i disagi.

Dopo l’incontro di lunedì tra governo e sindacati, non si sono aperti spiragli e la strada per trovare una soluzione è apparsa tutta in salita, nonostante l’apertura dell’a.d. Cramer Ball sul contratto di lavoro. Si attende di conoscere il piano che i vertici della compagnia dovrebbero presentare la prossima settimana: l’obiettivo è quello di evitare che la situazione precipiti calcolando che, secondo indiscrezioni, l’azienda riporterà nel 2016 perdite pari a 600 milioni di euro, con esuberi fino a 2 mila unità.

Ieri i sindacati, disertando il tavolo con Assaereo, hanno ribadito che non c’è stata alcuna trattativa, in quanto la condizione imprescindibile per il dialogo è la rimozione del regolamento aziendale che dovrebbe entrare in vigore il 1° marzo. Il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo, ha osservato che «la discussione sul contratto va fatta senza ultimatum e senza ricatti». Lo sciopero è stato proclamato «per protestare contro la situazione di crisi di Alitalia, con l’assenza di un piano industriale e la volontà, ancora in atto, di passare dal contratto nazionale a un regolamento aziendale, che rappresenta un fatto senza precedenti e di una gravità assoluta. Chiediamo inoltre», ha aggiunto Cortorillo, «che l’Inps rispetti quanto le leggi prevedono per il fondo di solidarietà del settore. Troppe lungaggini e troppi ostacoli impediscono ai lavoratori licenziati di avere gli ammortizzatori previsti».

Da Istanbul, intanto, il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto sapere che «in caso di disaccordo si tornerà a trattare e le parti valuteranno, ma auspico che non vi siano iniziative unilaterali ma solo trattative».

Per oggi Alitalia è stata costretta a cancellare il 60% dei voli programmati, sia nazionali che internazionali. Lo sciopero proclamato dalle sigle sindacali Usb e Cub trasporti e dalle associazioni professionali Anpac e Anpav si terrà per l’intera giornata, a parte le fasce garantite, mentre i confederali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Ta si fermeranno dalle 14 alle 18. La compagnia ha attivato un piano straordinario per riproteggere sui primi voli disponibili il maggior numero di passeggeri coinvolti nelle cancellazioni.

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