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Alitalia in trincea, ma vede l’utile nel 2016

«L’intervento della Cdp in Alitalia? Non abbiamo parlato con nessuno. Quello che è stato detto in maniera autonoma ci ha fatto piacere. Non credo siamo indegni di essere presi in considerazione». Roberto Colaninno, presidente di Alitalia-Cai, durante la presentazione del piano industriale 2013-2016 ha risposto così a una domanda del Sole 24 Ore sulla possibilità che la Cdp, società pubblica, possa intervenire a favore di Alitalia.
Secondo indiscrezioni l’ipotesi di un intervento della Cdp, direttamente o attraverso il Fondo strategico, era stata sondata l’anno scorso. L’idea è tornata d’attualità di recente, come Il Sole 24 Ore ha anticipato il 25 maggio scorso. E in un’intervista al Corriere della sera il primo luglio, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato (Pd), si è detto favorevole a valutare un «intervento» della Cdp in Alitalia.
Il possibile intervento della Cdp è da studiare, anche perché Alitalia continua a perdere soldi e quindi un intervento azionario pubblico sarebbe un salvataggio. Secondo il piano industriale Alitalia continuerà a perdere soldi quest’anno e il prossimo, nel 2015 è previsto «un risultato netto in equilibrio», nel 2016 dovrebbe esserci un utile netto.
Il piano prende atto dell’impossibilità di Alitalia a competere con le low cost e col treno ad alta velocità sul mercato nazionale. Ci sarà una riduzione dei voli nazionali (da 67 rotte nel 2013 a 62 negli anni successivi), un forte aumento degli internazionali (entro le tre ore, da 65 rotte attuali a 100 l’anno prossimo) anche da Linate, un incremento dei voli intercontinentali (da 17 rotte oggi a 19 nel 2014 e 25 nel 2016). «Entro pochi mesi entreranno in flotta tre aerei per il lungo raggio per aumentare destinazioni e frequenze», ha detto Del Torchio.
Quest’anno la flotta resta a 141 aerei, scenderanno a 140 nel 2014 (due in più a lungo raggio che saranno 24 e tre in meno nel medio), cresceranno a 143 nel 2016 (27 a lungo raggio). I nuovi aerei saranno a noleggio, «la media degli investimenti previsti è di 150 milioni all’anno».
L’incognita del piano è finanziaria. Del Torchio ha detto che il piano prevede la richiesta di versare il prestito soci convertibile anche per i 55 milioni non versati da alcuni azionisti riluttanti, in più la conversione in azioni dell’intero prestito in dicembre 2013. Inoltre il piano – ha puntualizzato l’a.d. – prevede «un aumento di 300 milioni delle risorse finanziarie a dicembre 2013, con un’espansione delle linee di credito». Alitalia farà nuovi debiti, se le banche saranno disponibili.
In alternativa, Alitalia potrebbe rivolgersi alla Cdp, per un prestito legato alla flotta e poi per un eventuale intervento azionario. Colaninno ha escluso l’intenzione di vendere a Air France-Klm. «Air France-Klm è socio al 25% e ha confermato l’intenzione di rimanere, il piano non presuppone azioni sul capitale diverse dagli azionisti che ci sono, né incremento di quote degli azionisti».

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